Gli USA approvano incentivi fiscali per rendere competitivo il costo dell’idrogeno verde

Nell’ambito del Build Back Better Bill promosso dal Presidente americano Joe Biden, la Camera dei Rappresentati degli Stati Uniti ha approvato un tax credit a beneficio dell’idrogeno pulito che durerà 10 anni e potrà arrivare fino a 3 dollari per Kg di H2 prodotto.

Iniziativa che – sottolinea la testata Recharge – potrebbe realmente rendere competitivo l’idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili rispetto alla variante grigia, già in tempi brevi.

Attualmente, infatti, il prezzo dell’H2 green può variare dai 2,5 dollari ai 6 dollari a Kg, mentre quello grigio, il cui costo è direttamente legato a quello del metano (oggi in forte aumento), è tra 1 e 2 dollari a Kg. È quindi evidente come un credito d’imposta che può raggiungere i 3 dollari al Kg avrebbe un impatto davvero determinante sulla competitività dell’idrogeno rinnovabile.

Il provvedimento – che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno – fissa a 0,45 Kg per Kg di H2 il limite massimo di emissioni di CO2 connesse con l’intero ciclo di produzione per poter percepire l’incentivo intero, ovvero 3 dollari a Kg, mentre per emissioni più elevate il credito scende progressivamente.

Tra 0,45 e 1,5 kg di CO2 sarà pari a 1 dollaro a kg; tra 1,5 e 2,5 kg di CO2 a 0,75 dollari a kg; tra 2,5 e 4 kg di CO2 a 0,60 dollari a kg; tra 4 e 6 kg di CO2 a 0,45 dollari a kg.

I progetti, per poter beneficiare dell’incentivo, dovranno entrare in attività entro il 2029, salvo quelli che prevedono emissioni di CO2 tra 4 e 6 Kg a Kg di idrogeno, che dovranno essere operativi invece entro il 2027.

Sempre secondo la ricostruzione di Recharge, l’idrogeno blu sarà di fatto escluso quasi totalmente da questo schema: in base ad uno studio del 2018, infatti, la produzione dei circa 3 Kg di metano necessari per produrre 1 Kg di idrogeno con SRM genera 5,9 Kg di CO2, a cui si aggiungono tra 1,3 Kg e 3,6 Kg di anidride carbonica generati direttamente dal processo di steam reforming con cattura della CO2 (le tecnologie di CCS sono infatti in grado di trattenere soltanto il 75-80% dell’anidride carbonica generata). La somma supera quindi i 6 Kg di CO2 per Kg di H2 prodotto, che costituiscono la soglia massima per poter accedere al beneficio minimo (ovvero 0,45 dollari).

Soltanto il più costoso ed energivoro processo dell’ ‘autothermal reforming’, che consente di trattenere il 98% della CO2 prodotta, potrebbe consentire (pur molto al limite) l’ottenimento del minimo livello di tax credit.

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