Grassi (Commissione UE): “Presto nuovi incentivi per la domanda di H2. L’industria europea deve essere leader mondiale”

di Francesco Bottino

Milano – La Commissione Europea punta con decisione a rendere l’industria dell’idrogeno del Vecchio Continente leader livello mondiale e per farlo, dopo essere già intervenuta a sostegno dell’offerta, ora è pronta e stanziare nuove risorse anche a favore della domanda di H2.

Lo ha ribadito Stefano Grassi, Capo di Gabinetto del Commissario Europeo all’Energia Kadri Simson, nel corso del convegno ‘Fit for investment? Piano e programmi per la transizione ecologica. Una comparazione internazionale’, organizzato a Milano dalla divisione italiana dell’World Energy Council (WEC) e dal gruppo Edison.

Facendo direttamente riferimento alle drammatiche notizie che giungono in queste ore dell’Ucraina,

Grassi ha ricordato che la transizione energetica è un tema non soltanto tecnico, ma anche fortemente politico: “Lo sviluppo di nuove forme di energia pulita non porterà solo benefici ambientali, ma ci aiuterà a salvaguardare la nostra sovranità. Non possiamo più lasciare così tanto potere in mano ad un solo fornitore di energia esterno all’UE”.

Entrando poi nel merito delle politiche attuate in questo senso da Bruxelles, il Capo di Gabinetto del Commissario Europeo all’Energia si è concentrato proprio sull’idrogeno: “Abbiamo già definito strumenti finanziari a supporto dell’offerta di H2, intervenendo per esempio per ridurre il costo degli elettrolizzatori. Sul fronte della domanda abbiamo definito dei target per l’industria e per i trasporti e ora stiamo lavorando per un sostegno nella forma di ‘contracts for difference’ finanziati tramite l’Innovation Fund”.

La Commissione – ha aggiunto Grassi – “cerca di intervenire su tutto l’ecosistema dell’H2. Ci siamo già mossi concretamente sul lato dell’offerta, ma ora dobbiamo fare di più a sostegno della domanda”.

Una strategia europea che si muove nella stessa direzione in cui guarda anche Washington: “Gli Stati Uniti hanno stanziato 4 miliardi di dollari per la creazione di 4 hub nazionali dell’idrogeno e hanno introdotto un piano denominato ‘hydrogen shot’ che punta a far scendere il costo dell’H2 green fino a 1 dollaro al Kg entro il 2030. Inoltre, vareranno a breve un sistema di crediti d’imposta della durata di 10 anni a favore degli impianti di produzione di H2”.

Anche la Cina ha inserito l’idrogeno nel suo principale strumento di politica economica, ovvero il piano quinquennale, puntando però più sui trasporti e sullo sviluppo delle fuel cell anche per la mobilità privata.

Tornando quindi a guardare in ‘casa nostra’, il funzionario UE ha ammesso che i programmi IPCEI “stanno andando troppo per le lunghe”, assicurando però che la Commissione sta lavorando “per chiuderli entro il prossimo giugno”, mentre il prossimo anno l’intenzione di Bruxelles è quella di muoversi anche sul fronte delle tecnologie della Carbon Capture and Storage (CCS).