H2 ed e-fuel per lo shipping: aziende e associazioni di categoria chiedono a Bruxelles politiche più incisive

Ci sono molti nomi noti dell’industria dell’idrogeno nell’elenco dei firmatari di una lettera aperta che associazioni e aziende di diversi settori hanno inviato alla Commissione Europea per chiedere che nel pacchetto ‘Fit for 55’ venga inserita una soglia minima di utilizzo di H2 e di e-fuel derivati nell’industria marittima.

Oltre alle associazioni Hydrogen Europe, Hydrogen Denmark e France Hydrogène compaiono – solo per fare alcuni esempi – HELION Hydrogen (Alstom); Ballard Power Systems Europe, Hydrogenious LOHC Maritime, Hy24, Hexagon Purus, McPhy, Nel Hydrogen, TECO2030, HDF Energy. Ma ci sono anche energy company, compagnie marittime, autorità portuali e fornitori di tecnologia (tra cui l’italiana Walter Tosto).

I firmatari della lettera – consultabile a questo link – chiedono che venga inserito nella proposta di regolamento FuelEU Maritime, un sub-target per l’utilizzo di almeno il 6% di e-fuel rispetto ai consumi totali delle navi a partire dal 2030.

Inoltre viene richiesto a Bruxelles un sistema di moltiplicazione, tale da agevolare gli investimenti in misura proporzionale all’effettivo utilizzo di questi e-fuel, e auspicata l’individuazione di obbietti precisi relativamente alla realizzazione di un’infrastruttura di rifornimento di idrogeno sostenibile e di combustibili da esso derivati nei porti europei, per rendere effettivamente disponibili queste soluzioni ai player dello shipping interessati ad adottarle.

“Se il ‘Fit for 55’ sarà modificato seguendo queste indicazioni, sarà possibile creare enormi opportunità economiche e di occupazione” scrivono i promotori di questa iniziativa. “Siamo pronti a lavorare con i legislatori comunitari per rafforzare questo pacchetto normativo e fare in modo che sia davvero possibile raggiungere gli obbiettivi prefissati in tema di riduzione delle emissioni”.