H2Energy esce allo scoperto sullo stabilimento Wärtsilä di Trieste

La start-up lombarda H2Energy, attiva nella produzione di elettrolizzatori per la generazione di idrogeno green, conferma il suo interesse a subentrare alla multinazionale finlandese Wärtsilä nella gestione del sito industriale di Bagnoli, a Trieste, la più grande fabbrica di motori (per navi e per generazione elettrica) d’Europa.

Come riferito nelle scorse settimane, sarebbero almeno 3 i soggetti interessati, che entro un paio di settimane dovranno far pervenire all’advisor che sta assistendo Wärtsilä in questo procedimento di cessione le proprie eventuali offerte vincolanti per rilevare il sito.

Fino ad ora H2Energy era stata menzionata soltanto come potenziale partner di uno di questi soggetti, ovvero la giapponese Mitsubishi, ma ora la società lombarda ha confermato al quotidiano triestino Il Piccolo di “aver fatto una proposta” per il sito di Bagnoli, che parrebbe essere stata formulata in autonomia, nell’ambito di un progetto in cui l’azienda “crede” e per cui “si è esposta”.

“Siamo un’azienda italiana che produce elettrolizzatori per generare idrogeno verde, unica ad avere un impianto già attivo sul territorio nazionale. Il nostro obiettivo è costruire una filiera italiana dell’idrogeno: siamo italiani e vogliamo trovare un sito di produzione nel nostro paese” ha precisato ancora la società lombarda alla testata giuliana.

Esiste però un tema dimensionale: H2Energy, pur avendo già un proprio impianti produttivo in provincia di Brescia, è una start-up operativa solo da pochi anni, con 27 dipendenti e un volume d’affari decisamente ridotto per un polo industriale come quello fino ad ora appartenuto a Wärtsilä, che occupa oltre 700 addetti (di cui oltre 300 considerati come esuberi dalla multinazionale finlandese).

La stessa H2Energy ammette, sempre parlando con Il Piccolo, che “vista l’area molto grande e complessa dobbiamo essere accompagnati da grandi partner industriali”. Nessun nome specifico, anche se è noto da tempo il legame della start-up con il colosso giapponese Mitsubishi, che sempre secondo le ricostruzioni di stampa avrebbe a sua volta manifestato in qualche modo il suo interesse e che a questo punto potrebbe unire le forze con H2Energy.