H2IT ed ENEA presentano, a Roma, la call 2024 della Clean Hydrogen Partnership

di Francesco Bottino

Roma – I numeri del bando 2024 della Clean Hydrogen Partnership erano sostanzialmente già noti,  ma la presentazione organizzata a Roma da H2IT ed ENEA è stata l’occasione per illustrare nel dettaglio – ad una platea costituita per lo più di aziende potenzialmente interessate a partecipare alla call e a richiedere quindi finanziamenti europei per i loro progetti relativi all’idrogeno – i focus di quest’anno, le modalità con cui candidare le iniziative e, da parte di chi ha già ottenuto risorse nelle tornate precedenti, per offrire consigli utili su come centrale l’obbiettivo.

I lavori sono stati aperti dal Direttore generale dell’ENEA Giorgio Graditi, che ha salutato positivamente la recente istituzione (annunciata dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto) di un tavolo tecnico per la definizione di una strategia nazionale per l’idrogeno, di cui fanno parte – come ha ricordato Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT e Presidente di Hydrogen Europe Research – la stessa ENEA e anche l’Associazione Italiana Idrogeno.

“Una strategia nazionale per l’idrogeno è fondamentale, perché lo sviluppo di questo vettore energetico deve inserirsi in un più ampio e articolato processo di decarbonizzazione” ha sottolineato Crema, ribadendo inoltre l’importanza “di una stretta collaborazione tra pubblico e privato, che è poi la mission stessa della Clean Hydrogen Partnership”. Il Vicepresidente di H2IT ha quindi confermato la necessità di un sistema di incentivi agli opex come quello a cui il Governo sta lavorando proprio in questi mesi, e anche di un continuo supporto alla ricerca in materia di H2.

La parola è quindi passata a Luca Feola, Project Officer della Clean Hydrogen Partnership, che ha fatto il punto sui numeri della ‘Joint Undertaking’: “Il budget complessivo disponibile fino al 2027 ammonta ad 1 miliardo di euro proveniente da Horizon Europa più altri 200 milioni del REPowerEU per le hydrogen valley. Di questo ammontare complessivo, sono già stati stanziati 500 milioni, con l’obbiettivo di accelerare lo scale-up del settore”.

Dopo l’intervento di Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento di Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA, la parola è passata a Viviana Cigolotti, ricercatrice  responsabile del Laboratorio di accumulo di energia, batterie e tecnologie per la produzione e l’uso dell’idrogeno dell’ENEA, che è entrata nel merito della nuova call 2024, dotata di un budget di 113 milioni di euro provenienti da Horizon Europe, a cui si sommano altri 60 milioni del REPowerEU per le hydrogen valley, e articolata in 20 diversi topic “che cambiano ogni anno, ma che riguardano tutti gli anelli della catena dell’H2”.

Relativamente alla produzione, si punta sulle tecnologie di elettrolisi, sulla loro integrazione nell’industria e, “come novità inserita nell’ultimo bando, anche sull’elettrolisi da acqua di mare” ha spiegato Cigolotti. Diversi anche i topic inerenti lo stoccaggio e la distribuzione del vettore energetico, anche in questo caso con una novità rispetto agli anni passati che riguarda le HRS (hydrogen hydrogen station) multipurpose con capacità di oltre 3.000 Kg al giorno.

Per le applicazioni nei trasporti, l’attenzione si concentra quest’anno sul settore marittimo: “In questo ambito – ha ricordato la ricercatrice dell’ENEA – la maggior parte dei progetti fino ad oggi finanziati riguarda il Nord Europa. Questo deve essere uno stimolo a presentare candidature anche da parte dell’Europa mediterranea”. Ci sono poi i topic riguardanti l’uso stazionario dell’idrogeno, con focus su fuel cell e turbine, e infine il capitolo hydrogen valley, suddiviso in ‘large scale’ e ‘small scale’: “Su questo fronte, fino ad ora la maggior parte dei progetti presentati non è riuscita ad ottenere finanziamenti, e questo perché spesso i promotori erano poco consapevoli di tutti gli aspetti che devono essere presi in considerazione. La Clean Hydrogen Partnership è interessata a iniziative che, oltre all’eccellenza tecnologica, siano caratterizzate da un equilibrio economico-finanziario e da concrete prospettive di sviluppo in termini di coinvolgimento degli off-taker”.

Oltre alle spiegazioni più o meno tecniche e dettagliate, essenziali alle aziende per poter redigere le loro candidature nel modo corretto e avere quindi maggiori chance di accedere ai fondi, l’evento romano organizzato da H2IT ed ENEA è stato anche l’occasione per presentare al pubblico alcuni esempi concreti di progetti che hanno ottenuto risorse nell’ambito dei precedenti bandi: tra questi, il progetto Prometeo relativo alle celle a combustibile SOEC coordinato da ENEA; il progetto Amon-Ammonia to power di cui ha parlato la Fondazione Bruno Kessler; il progetto FLEX4H2 di Ansaldo Energia che riguarda lo sviluppo di turbine per la generazione elettrica in grado di utilizzare miscele di idrogeno e metano; il progetto TH2ICINO per la realizzazione di una hydrogen valley nell’area di Malpensa, illustrato dal RINA; il progetto THOTH2 relativo allo studio dei parametri delle miscele di gas metano e idrogeno trasportate in pipeline, rappresentato per l’occasione da Snam.