Hydrogen Europe plaude al piano europeo REPowerEU e indica le priorità in tema di H2

La lobby europea dell’idrogeno, Hydrogen Europe, plaude al piano REPowerEU presentato dalla Commissione Europea con l’obbiettivo di rendere il Vecchio Continente indipendente dal gas russo ben prima del 2030, e individua le priorità in tema di H2 riassunte nel trittico “replacing, repurposing, and reinvesting”, ovvero sostituire, ridestinare e reinvestire.

Annunciando la nuova strategia per accelerare il più possibile il distacco energetico da Mosca, i vertici della Commissione hanno confermato – come anticipato nei giorni scorsi – il ruolo centrale dell’idrogeno.

REPowerEU punta a sostituire progressivamente, in pochi anni, i circa 150 bcm (billion cubic meters) di gas naturale che l’Europa importa annualmente dalla Russia: 60 bcm potranno essere rimpiazzati nel giro di 12 mesi incrementando l’import di GNL e anche di gas via tubo da fornitori diversi. Una maggiore produzione di biometano, sostenuta anche per mezzo della Common Agricultural Policy, potrà poi fornire 18 bcm all’anno di combustibile con cui sostituire altrettanto gas russo.

E infine c’è l’idrogeno: Bruxelles nel REPowerEU parla dell’iniziativa Hydrogen Accelerator, che mira appunto ad accelerare la produzione interna e anche l’import di idrogeno rinnovabile: “20 milioni di tonnellate di H2 possono rimpiazzare 50 bcm di gas russo” ha assicurato il Vicepresidente della Commissione UE Frans Timmermans.

L’intenzione di accelerare lo sviluppo della filiera dell’idrogeno per contribuire a rendere il continente economicamente indipendente, o quantomeno non così dipendente dalla Russia, è stata ovviamente ben accolta dall’associazione Hydrogen Europe, che ha individuato quelle che – a suo parere – dovrebbero essere le linee d’azione.

Si parte con ‘Replacing’: rimpiazzare tecnologie obsolete con soluzioni innovative in grado di ridurre le emissioni. “Sei dei 10 principali produttori di elettrolizzatori del mondo sono europei. È tempo di sostenere come meritano questi pionieri dell’energia pulita” scrive l’associazione nella sua nota.

Si passa poi al ‘Repurposing’ della rete continentale del gas naturale, che deve essere progressivamente adeguata alla gestione dell’idrogeno e integrate con condotte, impianti di stoccaggio e terminal per l’import addizionali espressamente dedicati all’H2: “Serve una strategia chiara che individui quali pipeline debbano fin da subito essere trasformate per poter trasportare idrogeno puro”.

Infine focus sul ‘Reinvesting’, ovvero il reinvestimento delle risorse raccolte in vari modi dall’UE (ETS, Carbon Contracts for Difference, aiuti di Stato) a sostengo dell’Hydrogen Accelerator, “che avrà bisogno di un quantitativo enorme di fondi, i quali non potranno arrivare soltanto dal settore privato”.

“Accogliamo con favore l’annuncio della Commissione sul piano REPowerEU, che sottolinea il ruolo dell’idrogeno nel raggiungimento dell’indipendenza energetica del continente” ha commentato Jorgo Chatzimarkakis, CEO di Hydrogen Europe. “H2 e rinnovabili sono un elemento centrale per costruire economie resilienti e energeticamente auto-sufficienti”.