‘Hydrogen valley’ sull’Appennino: firmati i primi protocolli d’intesa tra aziende e istituzioni locali

Inizia a prendere forma concreta il polo dell’idrogeno sull’Appennino del centro Italia, progetto presentato al MISE nei mesi scorsi dalla corporation energetica americana Aecom in collaborazione con la società Cinque International di Rieti, tra le prime a produrre idrogeno verde nel Belpaese, e con la società romana Ancitel Energia e Ambiente.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, infatti, nei gironi scorsi i comuni di Rieti, Antrodoco e Cittaducale hanno sottoscritto il protocollo d’intesa con le tre aziende promotrici dell’iniziativa, che mira e rimuovere eventuali ostacoli di ordine burocratico e amministrativo alla realizzazione di un polo delle tecnologie per l’energia pulita e in particolare per l’idrogeno verde nell’area del cosiddetto ‘cratere sismico’ in Appennino.

Il progetto – spiega ancora il quotidiano romano – è già stato discusso con le autorità competenti delle quattro regioni colpite degli eventi sismici degli ultimi anni, ovvero Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, e si compone di 4 fasi di sviluppo progressive.

La prima prevede la creazione di un polo per la produzione dell’idrogeno verde nelle aree interne dell’Appennino, la seconda la creazione di un corridoio di mobilità ferroviaria alimentata ad H2 tra Sansepolcro, Perugia, Terni, Rieti e L’Aquila, il terzo l’introduzione di treni a idrogeno verde anche sulla linea Roma Fiumicino – San Benedetto del Tronto e il quarto, infine, la ricostruzione delle città maggiormente colpite dal sisma adottando il nuovo modello delle comunità energetiche e facendo ricorso alle nuove tecnologie nei settori dell’edilizia e nelle telecomunicazioni.

Un modello di ‘hydrogen valley’ per lo sviluppo della produzione di green hydrogen e per il suo impiego nella decarbonizzazione dei trasporti che appare perfettamente in linea con quanto disposto dalla Commissione Europea nella sua recente strategia per la Sustainable and Smart Mobility, e anche con le indicazioni di Hydrogen Europe, la principale associazione europea degli operatori dell’industria dell’idrogeno, che parlavano proprio di hub dell’H2 al servizio di diverse modalità di trasporto.

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