I dettagli del progetto AGNES: in Adriatico oltre 100 MW di elettrolisi per produrre ogni anno 4.000 tonnellate di H2

Di Francesco Bottino

Oltre 100 MW di capacità di elettrolisi installata, tra impianti offshore e strutture a terra, in grado di generare 4.000 tonnellate di H2 all’anno. Sono questi i numeri del progetto AGNES (acronimo di Adriatic Green Network of Energy Resources), o almeno quelli relativi all’idrogeno, poiché in realtà la peculiarità di questa iniziativa, presentata oggi a Ravenna dai promotori – la società appositamente costituita AGNES, che ci lavora dal 207, e Saipem, salita a bordo lo scorso agosto – è proprio quella di integrare in un hub offshore delle energie rinnovabili diverse tecnologie: eolico, solare e appunto idrogeno verde.

“Sono molto pochi ad oggi, in Europa, i progetti che presentando questo elevato grado di integrazione su dimensioni importanti” ha assicurato Gian Luca Vaglio di AGNES, intervenuto nel corso della presentazione ufficiale insieme a Matteo Anzalone di Saipem e al Sindaco di Ravenna Michele De Pascale, che ha garantito il sostegno “pieno e incondizionato” a questo progetto da parte dell’amministrazione comunale.

Molti sono stati i numeri su AGNES snocciolati durante la presentazione: la capacità totale di produzione di energia rinnovabile sarà pari a 620 MW. Di questi, 520 MW deriveranno da due diversi ‘parchi’ eolici offshore, denominati Romagna 1 e Romagna 2, rispettivamente posizionati a 10 e 12 miglia dalla costa di Ravenna, mentre gli altri 100 MW deriveranno da un impianto solare galleggiante. Nell’ambito di Romagna 1, su una piattaforma offshore già esistente ma non più in attività, i partner prevedono la possibilità di installare elettrolizzatori per 5 MW di capacità. Ma il grosso della produzione di H2 avverrà a terra, nell’area portuale dello scalo romagnolo, dove troveranno spazio altri 100 MW di capacità di elettrolisi alimentata con parte dell’energia rinnovabile prodotta offshore, che raggiungerà la costa tramite un cavo elettrico sottomarino.

“Complessivamente – ha spiegato Vaglio – la produzione di idrogeno potrebbe raggiungere le 4.000 tonnellate, una quantità sufficiente ad alimentare 2.000 bus ad H2, tanto per dare un termine dimensioanale”.

Il manager di AGNES ha anche aggiunto che al momento la parte del progetto relativa all’idrogeno è quella che deve ancora essere più definita in dettaglio, ma ha anche assicurato che “Ravenna, grazie alle competenze storicamente presenti nell’area portuale in tema di gestione delle filiere energetiche, ma anche la presenza di molte tipologie di attività ‘energivore’ che dovranno decarbonizzarsi, potrebbe essere un luogo particolarmente adatto a realizzare una cosiddetta ‘hydrogen valley’ ”.

Al momento, come detto, il versante H2 del progetto è quello ancora soggetto al maggiore grado di evoluzione ‘in corsa’, e quindi i promotori, intenzionati ad allargare ad altri partner la base di aziende coinvolte, non escludono di poter imbarcare nel prossimo futuro anche operatori specializzati nelle tecnologie per l’idrogeno, parte delle quali comunque verranno fornite dalla stessa Saipem.

Per quanto riguarda le tempistiche, AGNES ha fissato una road-map precisa: la progettazione preliminare è già conclusa e ed è già stato definito anche il contratto con Terna per il collegamento alla rete elettrica nazionale.

Analogamente, la società nelle scorse settimane ha già formulato l’istanza di autorizzazione unica e quella di concessione demaniale per le aree. Il prossimo anno invece verrà avviato il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, che dovrebbe concludersi nel 2023 quando AGNES conta di poter ottenere anche l’autorizzazione alla costruzione e alla messa in esercizio dell’impianto, che verosimilmente potrebbe quindi entrare in funzione nel corso del 2024.

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