I dettagli del progetto umbro ‘Prima’, per convertire in hub dell’H2 l’ex centrale Enel di Gualdo Cattaneo

Un elettrolizzatore per produrre idrogeno verde destinato ad alimentare utenze industriali e stazioni di rifornimento stradale, investimenti complessivi di oltre 80 milioni di euro e almeno 300 nuovi posti di lavoro.

Sono queste – secondo quanto riportato nei giorni scorsi dalla testata locale ‘Umbria24.it’ – le principali caratteristiche del progetto Prima, uno dei 44 che la Giunta regionale dell’Umbria ha inserito nel ‘suo’ PNRR e che presenterà ora al Governo per ottenere i finanziamenti.

L’iniziativa, già presentata nei mesi scorsi, prevede la riconversione dell’ex centrale a carbone Enel di Gualdo Cattaneo (Perugia) in un hub dell’H2 green, ridestinando i 18 ettari dell’area all’installazione di un impianto fotovoltaico (9 ettari), alla produzione di idrogeno (5 ettari) e alle infrastrutture necessarie per il funzionamento del polo (4 ettari).

I pannelli solari produrranno energia elettrica per la comunità della zona (che in parte verrà stoccata in un sistema di accumulo elettrochimico) e per alimentare l’elettrolizzatore che avrà una capacità di 20 MW. L’idrogeno generato in questo modo verrà in parte immesso nella rete del gas di Snam che si raccorda all’impianto (in mix col metano fino al 15%), e in parte sarà invece distribuito tramite carri bombolai ai stazioni di rifornimento stradali che verranno ubicate in zone strategiche.

In particolare, una di queste ‘refueling station’ dovrebbe sorgere a Perugia per alimentare almeno due autobus a idrogeno destinati ai servizi di TPL, e un’altra a Terni dove gli autobus ad H2 dovrebbero invece essere 10.

Infine, nella scheda progettuale messa a punto dalla Regione Umbria riguardo alla conversione della centrale di Gualdo Cattaneo, è prevista anche la realizzazione di un laboratorio (chiamato H2 Lab) dedicato alla ricerca e al trasferimento tecnologico nella filiera dell’idrogeno.

L’intera iniziativa prevede un investimento di 83 milioni di euro – che, come detto, dovrebbero essere finanziati nell’ambito del PNRR (che stanzia oltre 3,5 miliardi di euro per l’idrogeno) – e, secondo le stime della Regione, creerà almeno 300 nuovi posti di lavoro, di cui 92 diretti e 208 indiretti.

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