I Paesi del G7 si impegnano formalmente a sostenere lo scale-up dell’idrogeno e la diffusione delle fuel cell

I Paesi del G7 hanno rinnovato i rispettivi impegni finalizzati al raggiungimento dell’obbiettivo net-zero entro il 2050, confermando la volontà di cancellare ogni tipo di aiuto statale verso i combustibili fossili ‘carbon intensive’, riconoscendo il contributo del gas naturale alla transizione e promettendo un sostegno diretto allo scale-up dell’idrogeno.

Durante il meeting virtuale della scorsa settimana (20 e 21 maggio, in Gran Bretagna), i ministri dell’ambiente di USA, Canada, UK, Francia, Germania, Italia e Giappone hanno infatti ribadito l’intenzione di limitare l’aumento della temperatura terrestre entro i 1,5 °C e per farlo hanno concordato sulla necessità di eliminare ogni residuo aiuto statale ai combustibili fossili inquinanti, tra cui tuttavia non rientra il gas naturale.

“Riconosciamo che il gas potrà essere ancora necessario durante la fase di transizione, anche se su base limitata nel tempo, e ci impegniamo a lavorare per limitare le emissioni connesse con il suo utilizzo” hanno scritto i membri del G7 in una nota ufficiale. Tra le misure individuate per decarbonizzare l’economia globale le rinnovabili e anche l’idrogeno, al centro di un altro dei passaggi chiave della nota: “Ci impegneremo – hanno infatti assicurato i ministri ambientali dei 7 ‘grandi’ – a sostenere lo sviluppo su scala commerciale dell’idrogeno low carbon e dell’idrogeno rinnovabile all’interno delle nostre economia nazionali, e a sostenere lo sviluppo e la diffusione delle fuel cell a livello globale. Queste iniziative dovranno favorire la realizzazione di un mercato internazionale dell’H2, che potrà anche creare nuovi posti di lavoro per gli attuali e futuri addetti dell’industria energetica”.

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