I piani di Bureau Veritas Italia in tema di idrogeno

di Francesco Bottino

Bureau Veritas crede nello sviluppo del mercato dell’idrogeno e si sta muovendo per essere pronta ad assistere i propri clienti anche in questo nuovo settore di business.

Una strategia delineata a livello globale dal quartier generale di Parigi, anche con l’ingresso nell’associazione Hydrogen Council, e declinata concretamente nel Balpaese dalla filiale Bureau Veritas Italia, che recentemente ha formalizzato l’adesione a due tavoli tecnici in tema di H2.

“In realtà, anche a livello italiano, lavoriamo sul tema idrogeno da oltre un anno” assicura a HydroNews Eleonora Pagani, Strategic Technical & Innovation SL Director (Industry​, Building & Infrastructure, Certification) di Bureau Veritas Italia. “Già nel 2020 abbiamo organizzato un focus group per studiare l’evoluzione del settore e monitorare le tecnologie ad esso correlate”.

L’adesione ai due tavoli tecnici è stato quindi solo il primo di una serie di passi in questa direzione: “A breve dovremmo entrare in un terzo tavolo, e nel frattempo cerchiamo di capire quali potranno essere le future esigenze del mercato in questo ambito. Al momento è tutto ancora in una fase embrionale, ma anche grazie alle risorse stanziate a favore dell’idrogeno nel PNRR presto le aziende inizieranno a muoversi, e noi di conseguenza”.

Come ricorda Pagani, il gruppo francese ha una competenza consolidata in ambito industriale e anche in tema di riduzione delle emissioni, e pure l’idrogeno non è certo una novità: “Avendo una storica presenza nell’industria oil&gas, dove l’H2 è utilizzato da sempre, abbiamo già una conoscenza approfondita del vettore, che ora vogliamo ampliare guardando a tutti i potenziali ambiti di applicazione”. Tra questi ovviamente l’industria ‘hard to abate’, ma anche la mobilità stradale e ferroviaria: “Ci saranno comparti che si trasformeranno con la diffusione dell’idrogeno su larga scala, e ne nasceranno di nuovi. Noi vogliamo mantenere un approccio a 360°, che comprenda anche gli aspetti legati alla sicurezza, allo studio dei materiali e alla riduzione delle emissioni” assicura la manager di Bureau Veritas Italia.

Come detto, le mosse del gruppo francese non partono da zero, anzi: “Stiamo sviluppando la nostra offerta di servizi di analisi e consulenza in ambito idrogeno, ma alcuni sono già attivi da tempo, e sfruttano le competenze e le esperienze del network internazionale di Bureau Veritas”.

Alcuni esempi di questa attività già ben avviata sono l’white paper sull’H2 pubblicato lo scorso marzo, il servizio di certificazione di origine dell’idrogeno verde, già disponibile, nonché un recente corso di formazione organizzato proprio su questo argomento.

Il settore evolve rapidamente, i player si muovono e le società di consulenza devono fare altrettanto per accompagnare il percorso dei loro clienti: “Anche in Italia tutto sta andando piuttosto rapidamente. Siamo coinvolti attivamente in diversi progetti, anche se per il momento non possiamo svelarne i dettagli, e il prossimo autunno saremo presenti all’Hydrogen Energy Summit & Expo (HESE), il primo evento fieristico dedicato all’idrogeno in presenza in Italia (che si svolgerà a Bologna dal 6 all’8 ottobre, e di cui HydroNews è ‘media partner’; ndr)”.

In definitiva, Bureau Veritas crede nello sviluppo di questo mercato, e sta lavorando per farsi trovare pronta: “Rientra tutto in una più ampia visione di sostenibilità ambientale, in cui il nostro gruppo è da tempo impegnato attivamente” conclude Pagani.

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