I treni a idrogeno diventano realtà anche in Italia: Alstom ha presentato a Milano il primo Coradia Stream destinato alla Valcamonica

di Francesco Bottino

Milano – La presentazione del primo treno (di una serie di 6, che potrebbero poi diventare 14 con l’esercizio di opzioni) Coradia Stream a idrogeno realizzato da Alstom per il gruppo FNM (Ferrovie Nord Milano) – avvenuta nel corso della fiera Expo Ferroviaria 2023 di Milano – non è stata solo una pur legittima vetrina per le aziende e le istituzioni coinvolte (che comunque hanno tenuto a prendere parte all’evento, come testimonia la presenza di diversi assessori di Regione Lombardia e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini), ma ha costituito un vero e proprio momento di svolta per la ‘hydrogen community’ nazionale.

Dei convogli ad H2, che verranno testati su rotaia a partire da fine 2023 per entrare poi in servizio commerciale in Valcamonica (sulla linea Brescia-Iseo-Edolo), nell’ambito del progetto H2iseO, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, si sa già molto, se non tutto: verranno realizzati negli stabilimenti Alstom di Savigliano (Cuneo), Vado Ligure, Sesto San Giovanni e Bologna, hanno 260 posti a sedere, derivano dal modello Coradia iLint elettrico ma sono equipaggiati con fuel cell alimentate ad H2 che, assicura Alstom, garantiscono le stesse performance dei modelli diesel, azzerando però le emissioni, e un’autonomia di 600 km.

Ma l’evento milanese ha consentito a media e stakeholder di vedere finalmente dal vivo questo innovativo treno, di cui molto si è parlato ma che fino ad ora per molti era stato possibile studiare solo sulla carta. E il passaggio dall’idea all’oggetto concreto è un evento ancora piuttosto raro, quanto significativo, per una value chain come quella dell’idrogeno, che si trova nella sua fase embrionale (al di fuori di alcune produzione ‘interne’ a filiere industriali circoscritte, come la chimica e la raffinazione).

Durante l’evento, il Presidente del gruppo FNM Andrea Gibelli ha sottolineato la valenza innovativa del progetto H2iseO, “partito nel 2019, trovandosi di fronte un percorso disseminato di ostacoli, che abbiamo superato, uno alla volta, con la collaborazione di numerosi partner, tra cui A2A e Snam, che oggi voglio ringraziare pubblicamente”. Gibelli ha ricordato che “mancava totalmente una normativa per l’utilizzo di idrogeno in ambito ferroviario. Abbiamo dovuto definire provvedimenti ad hoc insieme a tutte le istituzioni coinvolte, e abbiamo costruito una filiera industriale che prima non esisteva, fatta di norme, nuove competenze e tecnologie in buona parte a Km0, che consentiranno la nascita della hydrogen valley della Valcamonica”.

Se infatti i treni di Alstom sono il cuore del progetto H2iseO, creando la domanda di H2 essenziale a stimolare la nascita dell’intera filiera, non ne costituiscono l’unico elemento: l’obbiettivo dichiarato di FNM e soci è quello di fornire il vettore energetico anche ad altre utenze, a partire da 40 nuovi bus a fuel cell che verranno operati dalla stessa FNM, per arrivare in un secondo momento anche ad insediamenti industriali hard-to-abate della regione.

I tre impianti di produzione e stoccaggio di idrogeno previsti da questa iniziativa, la cui realizzazione è stata appaltata nei mesi scorsi, saranno infatti in grado di generare un quantitativo di H2 pari a circa 800 Kg al giorno, che – come ha spiegato Marco Piuri, Amministratore delegato di Trenord e Direttore Generale di FNM, a margine della presentazione – dovrebbe essere (al netto di una verifica dei consumi effettivi dei Coradia a fuel cell di Alstom, che dovrà essere svolta sul campo) “di circa il 30-40% superiore al fabbisogno dei treni, e questo perché il progetto nasce con l’idea di poter alimentare altre utenze, a partire dai 40 bus a idrogeno che il gruppo FNM acquisterà in una seconda fase, con un’apposita procedura che segue un percorso il cui orizzonte temporale è il 2026”.

Parlando dei singoli impianti di produzione di H2, Piuri ha precisato che il primo ad entrare in funzione sarà quello di Iseo, “basato sulla tecnologia di steam reforming del biometano, del tutto allineata con la tassonomia europea: l’UE considera infatti finanziabile e green l’idrogeno con fino a 3 Kg di CO2 emessa per Kg di H2 prodotto, e quello di Iseo resterà sotto i 2,5 Kg. In più – ha aggiunto Piuri – per questo impianto abbiamo previsto anche un sistema di cattura della CO2, che renderà l’intero ciclo ‘CO2 negativo’: per ogni Kg di idrogeno ci saranno 8 Kg di CO2 in meno in atmosfera”.

A Brescia ed Edolo, invece, l’idrogeno sarà prodotto tramite elettrolisi: “A Brescia l’impianto verrà alimentato con l’energia generata dal termovalorizzatore di A2A, a Edolo l’energia rinnovabile sarà prelevata dalla rete, tramite appositi contratti di acquisto (PPA)”.

A livello più generale, Piuri ha anche argomentato – come già fatto diverse volte in passato dai vertici del gruppo FNM – la scelta di usare l’idrogeno per decarbonizzare il trasporto ferroviario in Valcamonica, fino ad oggi operato con locomotive diesel: “Elettrificare quella linea, in ragione delle sue caratteristiche strutturali (pendenze, presenza di gallerie molto datate e quindi di piccola dimensione) non sarebbe stato impossibile, ma avrebbe comportato la sospensione di qualsiasi attività di trasporto per almeno 3 anni e mezzo, e fronte di un costo triplo rispetto all’elettrificazione di una qualsiasi altra tratta”. Ecco allora che il percorso Brescia-Iseo-Edolo si è dimostrato, per questa e per altre ragioni, ideale come campo di realizzazione della prima hydrogen valley ferroviaria italiana, con il supporto delle istituzioni, delle aziende partner e di Alstom, fornitore convinto delle potenzialità dell’H2 in questo settore almeno tanto quanto lo sono i suoi committenti: “Oggi si apre un nuovo capitolo del trasporto ferroviario in Italia” ha infatti dichiarato Gian Luca Erbacci, European Regione President di Asltom. “Siamo l’unica azienda che ha propri treni a idrogeno già in attività in Europa”.

Il riferimento è alla Germania, dove i Coradia a fuel cell operano già il servizio commerciale da oltre un anno, con qualche problema iniziale che però – ha assicurato Michele Viale, Direttore Generale di Alstom Italia e Presidente e AD di Alstom Ferroviaria – “sono stati tutti risolti in tempi rapidi. Ora i treni stanno viaggiando regolarmente, e con soddisfazione del loro operatore”.