Idrogeno blu e CCS: il progetto HyNet di cui fa parte anche l’Eni ottiene 33 milioni di sterline dalle autorità inglesi

Accelera il progetto HyNet North West, annunciato dall’Eni lo scorso autunno e finalizzato a convertire una serie di giacimenti offshore ormai esauriti in strutture per lo stoccaggio sottomarino dell’anidride carbonica, che diventeranno i primi impianti di CCS (Carbon Capture and Storage) del Regno Unito.

Il ‘cane a sei zampe’ ha infatti reso noto che HyNet ha ottenuto fondi per circa 33 milioni di sterline da parte del UK Research and Innovation (UKRI), l’ente nazionale inglese di sostegno alla ricerca e all’innovazione, attraverso l’Industrial Decarbonisation Challenge (IDC). “Le risorse – si legge nella nota dell’Eni – coprono circa il 50% degli investimenti necessari per finalizzare gli studi di progettazione in corso e consentiranno di accelerare la decisione di investimento finale (FID) di HyNet North West al 2023 e di completarne la realizzazione entro il 2025”.

Parallelamente ai fondi erogati dalla UKRI, i partner privati dell’iniziativa hanno sottoscritto l’impegno ad investire in questa fase preliminare altri 39 milioni di sterline, portando l’attuale dotazione di fondi complessiva a 72 milioni di sterline.

HyNet North West vede la partecipazione, al fianco del gruppo energetico italiano, di alcune delle principali realtà del polo industriale ubicato nella regione nordoccidentale della Gran Bretagna e prevede la cattura, il trasporto e lo stoccaggio della CO2 emessa dagli stabilimenti esistenti e dai futuri siti di produzione di idrogeno blu, che verrà utilizzato come combustibile alternativo per gli impianti di riscaldamento, generazione di energia elettrica e trasporto.

Proprio dal progetto HyNet North West, una volta che l’intero sistema immaginato dai promotori opererà a pineo regime, arriverà l’80% del target di 5GW di idrogeno a basse emissioni annunciato dal Governo britannico nei mesi scorsi.

In questo cotesto, il ruolo dell’Eni sarà quello di operatore delle attività di trasporto e stoccaggio della CO2, e a tale scopo utilizzerà i propri giacimenti di gas depletati ubicati a circa 30 Km dalla costa nella baia di Liverpool il cui nuovo impiego (stoccaggio di CO2) è stato autorizzato lo scorso ottobre dalla UK Oil & Gas (OGA).

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