Idrogeno da rifiuti: la Regione Liguria è decisa portare avanti il progetto

Nonostante un iter che si annuncia complesso e tutt’altro che breve, la Regione Liguria sembra decisa a proseguire nella definizione del progetto che prevede l’installazione di un impianto per la produzione di idrogeno da rifiuti.

Di questa prospettiva i vertici istituzionali liguri – il Presidente della Regione Giovanni Toti e il Sindaco di Genova Marco Bucci, in particolare – avevano già parlato in occasione di una visita sotto la Lanterna del Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, rivelando che sul dossier erano al lavoro i tecnici di Iren e di NextChem, società del gruppo Maire Tecnimont che ha messo a punto un’innovativa tecnologia waste-to-chemical.

Ora però l’ipotesi prendere corpo, come confermato al quotidiano cittadino Il Secolo XIX dall’assessore regionale con delega al ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone.

L’obbiettivo del governo regionale sarebbe quello di sfruttare – per realizzare questa iniziativa – le risorse messe a disposizione dal PNRR nel capitolo “Miglioramento della capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e avanzamento del paradigma dell’economia circolare”.

In particolare, si punta ad ottenere parte dei 1,5 miliardi stanziati per la “realizzazione di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti e l’ammodernamento di impianti esistenti”, oppure una quota dei 600 milioni destinati alla “realizzazione di progetti faro di economia circolare per filiere industriali strategiche”.

Lo stesso Giampedrone ha ammesso che al momento il progetto è nella fase iniziale del suo iter, e che riuscire ad arrivare in fondo è tutt’altro che scontato, ma la Regione ci crede e l’assessore ha aggiunto che è necessario fare presto. E questo pero due ragioni: innanzitutto, perché la ‘finestra’ temporale per candidare l’iniziativa ai fondi del PNRR si chiude il prossimo 14 febbraio, e in secondo luogo perché, in caso positivo, l’opera dovrà essere realizzata entro il 2026.

Ed ecco perché – sempre secondo Il Secolo XIX – i tecnici della Regione Liguria, hanno già messo nero su bianco le caratteristiche del polo di trasformazione: l’impianto dovrebbe essere in grado di processare dalle 160.000 alle 200.000 tonnellate di rifiuti all’anno, per un investimento stimato in circa 300 milioni di euro, di cui la metà potrebbero provenire appunto dal PNRR.

Per quanto riguarda l’ubicazione, Giampedrone ha confermato che resta sul tavolo l’ipotesi di parte delle aree ex-Ilva di Cornigliano, a Genova, ma ha aggiunto che la Regione sta guardando con altrettanto interesse a Vado Ligure. In entrambi i casi si tratterebbe di aree interne al perimetro dei rispettivi porti.

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