Idrogeno e ammoniaca per lo shipping: il tema delle coperture assicurative

L’idrogeno non è certo nuovo come elemento, ma molto recente – e ancora scarsamente sperimentato – è il suo utilizzo (o dei suoi carrier, a partire dall’ammoniaca) come combustibile marino.

Il suo impiego – ormai è evidente a tutti – sarà fondamentale per decarbonizzare l’industria marittima globale, ma ci sono ancora molte questioni da affrontare, di ordine tecnico, operativo e, non ultimo, anche assicurativo.

A focalizzare l’attenzione su questo aspetto, forse meno ‘battuto’ di altri dal punto di vista mediatico ma altrettanto sostanziale, è IUMI (International Union of Marine Insurance), l’associazione internazionale degli operatori delle assicurazioni marittimi, che – in una nota – ribadisce il suo pieno supporto allo sforzo che gli armatori stanno facendo per decarbonizzare le loro attività, ma sottolinea la necessità di un quadro regolatorio chiaro e dettagliato per poter gestire al meglio i rischi connessi con i nuovi ‘green fuel’ e quindi mettere a punto le necessarie coperture assicurative.

“Applaudiamo alle ambizioni dell’IMO (International Maritime Organizzazion) riguardo la decarbonizzazione del trasporto marittimo” ha dichiarato Helle Hammer, Chair del Policy Forum di IUMI. “Come assicuratori specializzati, è il nostro lavoro assistere gli armatori nel loro percorso verso i fuel zero carbon e fare in modo che tutti i rischi ad essi connessi vengano adeguatamente compresi e gestiti”.

Hammer ha però aggiunto che, “trattandosi di combustibili ancora largamente non testati, l’industria assicurativa non può disporre di dati e statistiche a supporto del lavoro di quantificazione e valutazione dei rischi. Dobbiamo ancora imparare molto a riguardo, e quindi ‘educare’ i nostri clienti di conseguenza. Per questo è fondamentale che sia l’IMO sia gli enti di certificazione mettano a punto standard e direttive precise sull’utilizzo di questi fuel, con l’obbiettivo di garantire la sicurezza degli equipaggi e di consentire agli assicuratori di mettere a punto coperture adeguate ed efficaci per rischi spesso inediti”.

La dirigente di IUMI ha infatti puntualizzato come questi combustibili ambientalmente sostenibili abbiano profili di rischio propri: “L’ammoniaca è tossica e corrosiva, mentre l’idrogeno ha un range di infiammabilità molto ampio. Ben vengano nuove linee guida, come punto di partenza. Ma si tratta di indicazioni non obbligatorie, la cui applicazione sarà quindi non uniforme e discontinua. Noi siamo convinti dell’urgente necessità di definire un sistema di regole vincolanti a livello internazionale per favorire, e al contempo rendere più sciura, la transizione dello shipping verso i green fuel’ ”.

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