Idrogeno green per il trasporto aereo cargo e la logistica: il business model innovativo della padovana H2C

di Francesco Bottino

Una lunga storia nel settore della distribuzione cittadina del gas metano, una propensione naturale all’innovazione e un modello di business che consente di mettere l’idrogeno al centro di un’offerta di servizi di logistica e trasporto a impatto zero.

È questo il profilo della H2C S.p.A., holding della famiglia Casellato che per oltre 70 anni ha operato nella realizzazione di condotte per la distribuzione locale del gas naturale e nella loro gestione (cedendo l’intero business, con un’infrastruttura di oltre 800 km e un patrimonio di circa 30.000 utenti serviti, a Italgas nel 2017) e che nel 2020 ha costituito la business unit H2G – Hydrogen Generation per concentrarsi sulle opportunità connesse allo sviluppo dell’idrogeno come vettore energetico per la decarbonizzazione.

“L’approdo all’H2 è stato naturale, considerando la propensione della nostra azienda all’innovazione tecnologica, e anche piuttosto semplice alla luce di una consolidata expertise nella gestione di infrastrutture per la distribuzione del gas metano” spiega ad HydroNews Guido Casellato, CEO di H2C.

L’azienda con base a Padova, però, non vuole essere un semplice fornitore della molecola, ma si propone di entrare nel settore – “sfruttando un’attenta politica di partnership internazionali, senza le quali a nostro avviso si può andare davvero poco lontano” – adottando un modello di business originale: “Il nostro obbiettivo è fornire un ecosistema completo chiavi in mano, per il trasporto aereo cargo e la logistica, occupandoci direttamente della produzione sul posto di H2 green e della gestione dei mezzi di trasporto che lo utilizzano come fuel a zero emissioni”.

In sostanza, al cliente viene proposto il servizio finale di trasporto, che avverrà tramite aeromobili cargo H2eVTOL UAS prodotti dalla società israeliana Gadfin, con cui H2C ha firmato un accordo di esclusiva per il mercato italiano, e che “definire droni è riduttivo” secondo Casellato.

Si tratta di mezzi che possono trasportare un pacco della dimensione di 30×30 cm e del peso di 5 Kg per una distanza di 250 Km, consumando soltanto 250 grammi di idrogeno (per fare un paragone, un furgone a fuel cell per percorrere 250 Km consuma 3,5 Kg di H2), “ma in una seconda fase di sviluppo, con un nuovo modello di aereomobile cargo H2eVTOL UAS che immaginiamo disponibile a partire dal 2028, la capacità aumenterà e potranno trasportare pacchi da 1 metro cubo con 80 Kg di peso, su una distanza di circa 400 Km consumando circa 1,5 Kg di H2”.

Se gli aeromobili cargo arriveranno quindi da Israele, dando forma concreta alla menzionata politica delle collaborazioni internazionali attuata da H2C, il sistema di produzione e rifornimento di idrogeno verde è stato sviluppato in-house dall’azienda veneta: “Abbiamo messo a punto un impianto compatto e modulare, che abbiamo chiamato KEB (Key Energy Builder) e che è in grado di produrre 5 Kg di idrogeno al giorno e di rifornire i mezzi erogando il combustibile a 350 bar di pressione” spiega Casellato. La tecnologia di elettrolisi, così come i sistemi di compressione e stoccaggio dell’H2, vengono acquistati da primari fornitori europei, “mentre l’involucro, il sistema di refueling e anche tutta la parte di digitale di gestione dell’impianto sono stati sviluppati direttamente dal nostro team di tecnici”.

Nela seconda metà del 2024 inizieranno le sperimentazioni in alcune aree selezionate, mentre il servizio commerciale dovrebbe partire dal 2026, rivolgendosi inizialmente alle strutture ospedaliere e sanitarie: “I primi voli test operativi, che gestiremo direttamente in collaborazione con un operatore del settore aeroportuale, dovrebbero avvenire a metà 2025 tra due ospedali del Veneto, che distano circa 40 Km” rivela il CEO di H2C.

Quello aereo non è però l’unico ambito di attività dell’azienda padovana, che punta a replicare lo stesso modello, a partire dal 2026, anche nella logistica di magazzino, utilizzando forklift di Toyota Material Handling Italia, con cui è già stata attivata un’apposita partnership strategica.

Infine, c’è anche il settore marittimo: H2G ha già iniziato a studiare le possibili applicazioni della sua tecnologia a porti, vie navigabili interne, piattaforme logistiche e attività ittiche, e recentemente – sempre in quest’ottica – è entrata a far parte del ‘Gruppo Consultivo degli Stakeholder’ del progetto H2Ports di Valencia.

Parallelamente prosegue l’attività di ricerca e sviluppo di H2C e della sua divisione H2G dedicata all’idrogeno, che si concentra su 3 direttrici principali: “Da un lato stiamo cercando di capire se il processo di elettrolisi sia migliorabile, ed eventualmente come. Dall’altro, stiamo valutando un progetto che nei prossimi anni ci porterà ad avere una fuel cell innovativa in grado di miscelare combustibili green diversi con l’idrogeno per avere maggiore potenza. Infine – conclude Casellato – ci stiamo concentrando sui potenziali utilizzi dell’H2 in ambito domestico, dove tuttavia riteniamo che il vettore potrà arrivare non in forma gassosa ma in altra forma”.