Idrogeno nel TPL: le 10 raccomandazioni di ASSTRA e H2IT per agevolare lo sviluppo della filiera

di Francesco Bottino

Bologna – L’idrogeno è un elemento chiave per decarbonizzare i trasporti, e in questo scenario – su cui ha scommesso l’Unione Europea e in cui l’Italia si sta impegnando attivamente con alcuni progetti all’avanguardia a livello continentale – gli operatori nazionali del TPL si sono mossi in modo particolarmente deciso, sfruttando le risorse messe a disposizione del PNRR.

Ma cosa è necessario fare per agevolare la diffusione dell’H2 nel trasporto pubblico locale? Su questo si concentra il nuovo ‘position paper’ prodotto da ASSTRA (che rappresenta le aziende di TPL) e H2IT, presentato ufficialmente nel corso del 1° convegno nazionale ‘Idrogeno nel trasporto pubblico su gomma’, organizzato dalle due associazioni a Bologna, in partnership con l’operatore emiliano TPER.

Nel documento, ASSTRA e H2IT analizzano nel dettaglio l’attuale stato delle flotte impegnate nei servizi di trasporto pubblico locale in Italia, gli obbiettivi di decarbonizzazione, i fondi messi a disposizione a tale scopo dall’Unione Europea e a livello nazionale, e lo stato dell’arte in termini di uso dell’idrogeno in questo campo, sia dal punto di vista tecnico sia da quello delle iniziative in corso.

Un approfondito lavoro di analisi, realizzato grazie al contributo delle aziende associate ad ASSTRA e ad H2IT, culminante in 10 ‘raccomandazioni’, che i due soggetti hanno inteso rivolgere agli stakeholder e in particolare al decisore pubblico, individuando i punti chiave su cui occorre intervenire per agevolare lo scale up dell’H2 nell’ambito dei trasporti pubblici.

Si parte sottolineando – nei primi 2 punti che aprono le considerazioni finali del dossier – la necessità di destinare risorse aggiuntive al settore, per agevolare sia gli investimenti in conto capitale sia le spese in termini di costi operativi, in questo secondo caso incrementando la dotazione del Fondo Nazionale Trasporti, al fine di compensare gli extra-costi connessi alla gestione di mezzi a idrogeno, e prevedendo uno schema di sostegno alla produzione di H2 destinato al TPL.

Il terzo punto riguarda l’adeguamento e l’omogenizzazione della formativa, anche al fine – e siamo al punto 4 – di garantire la necessaria autonomia nelle scelte di investimento.

Sempre in tema di quadro regolatorio, al punto 5 ASSTRA e H2IT auspicano la creazione di una struttura normativa che favorisca la diffusione di impianti di produzione dell’idrogeno in punti strategici.

Si ritiene inoltre fondamentale (punto 6) incentivare sinergie con altre tipologie di mobilità e altri usi finali, come quelli industriali, e fare in modo che la domanda e l’offerta di idrogeno si sviluppino in modo armonico ed equilibrato (punto 7).

Il punto 8 e il punto 9 delle raccomandazioni di ASSTRA e H2IT riguardano gli investimenti, che secondo le due associazioni dovrebbero concentrarsi sulle attività di ricerca e sviluppo e su quegli aspetti che possono accrescere e consolidare la competitività della filiera nazionale dell’H2.

Infine, all’ultimo punto si evidenza l’utilità di supportare la formazione e l’esperienza degli enti pubblici territoriali e la sensibilizzazione degli stakeholder in tema di idrogeno.

“L’idrogeno rappresenta un’importante occasione per Italia e il suo sistema industriale che, grazie a competenze ed esperienze di eccellenza internazionali, può giocare questa partita da protagonista” ha dichiarato Andrea Gibelli, Presidente di ASSTRA, a margine dell’evento. “Il successo dipenderà molto dalla collaborazione tra il trasporto su gomma e quello ferroviario, soprattutto attraverso partnership pubblico-privato. Questa collaborazione fa la differenza non solo per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e la transizione energetica, aspetti già impliciti nella sostenibilità dei trasporti pubblici, ma anche per i benefici economici a livello nazionale e per gli impatti positivi sulle comunità locali, inclusi quelli legati all’occupazione. ASSTRA è pronta a contribuire a questo processo di modernizzazione del Paese, mantenendo un approccio neutrale riguardo alla tecnologia, promuovendo cambiamenti graduati e stimolando l’innovazione. Nelle prossime settimane avvieremo un piano di monitoraggio dei progetti relativi all’utilizzo dell’idrogeno nelle aziende del TPL, quindi avvieremo un programma di studio, confronto e di sistematizzazione delle esperienze in essere per diffondere le buone pratiche già sviluppate tra le aziende del sistema associativo ASSTRA e supportare il dialogo con gli stakeholder pubblici, locali, nazionali e della filiera produttiva”.

“H2IT in questi anni ha fatto un percorso di evoluzione notevole: oggi l’associazione ricopre un ruolo chiave nei confronti degli interlocutori istituzionali e degli stakeholders del settore idrogeno” ha aggiunto Valter Alessandria, Vicepresidente di H2IT. “Stiamo lavorando per arrivare ad una chiara strategia di supporto agli usi finali ed alla definizione di strumenti incentivanti che abbattano i costi operativi della produzione di idrogeno, al fine di garantire la massima sostenibilità dei progetti. Oggi insieme ad ASSTRA abbiamo esplorato l’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito del trasporto pubblico locale su gomma. Nello specifico settore della mobilità, l’Italia si posiziona strategicamente su tutti i segmenti della filiera con importanti competenze da parte delle aziende. Molti grandi costruttori hanno infatti investito risorse nello sviluppo di mezzi alimentati ad idrogeno, per i benefici che questo tipo di tecnologia può offrire in termini di flessibilità di utilizzo, tempi di fermata per il rifornimento ed autonomia”.