Idrogeno per la produzione di alluminio ‘secondario’: al via il progetto europeo H2AL di cui fanno parte le aziende italiane BluEnergy Revolution, Fonderie 2A e Nippon Gases Italia

È partito il progetto europeo H2AL, il cui obbiettivo è quello di sviluppare un sistema di combustione per la produzione dell’alluminio cosiddetto ‘secondario’ (ovvero da scarti di fonderia) in grado di utilizzare idrogeno.

L’iniziativa, che tra i partner vede in campo le aziende italiane Fonderie 2A, BluEnergy Revolution e Nippon Gases Italia, ha un budget complessivo di circa 7 milioni di euro, di cui quasi 6 finanziati dall’UE tramite il programma Horizon Europe, e durerà fino al 31 dicembre 2026.

Il progetto consentirà di valutare l’impatto della combustione di H2 nella struttura della fornace e sulle qualità del prodotto finale, al fine di abbattere le emissioni del processo produttivo dell’alluminio.

I partner – oltre alle citate aziende italiane ci sono i centri di ricerca ULB – Università di Bruxelles (Belgio), GWI (Germania), Tecnalia (Spagna) e Fraunhofer (Germania), le società industriali GHI (Spagna) ed EKW (Germania) e l’associazione European Alluminium – svilupperanno anche un modello tecnico-economico e linee guida per l’integrazione delle tecnologie.

Il progetto H2AL punta a raggiungere un TRL7 operando per almeno 6 mesi un impianto dimostrativo full-scale, con almeno un test di 100 ore con uso di idrogeno al 100% come combustibile.

Queste dimostrazioni si svolgeranno proprio presso la fonderia 2A di Santena (Torino), mentre BluEnergy Revolution – società basata a Genova e attiva nello sviluppo di soluzioni tecnologiche per la filiera dell’H2 – è responsabile del WP6 (work package) relativo alla valutazione della replicabilità tecnica ed economica delle soluzioni proposte nel progetto e dello studio di business case sostenibili al variare del mercato energetico e delle dimensioni dell’azienda.