Idrogeno verde: il ruolo del gruppo Maire Tecnimont nel progetto europeo Prometeo (coordinato dall’Enea)

Pierroberto Folgiero, Amministratore delegato del gruppo italiano Maire Tecnimont e dalla controllata NextChem, dedicata alle tecnologie ‘green’, ha spiegato in dettaglio quale sarà il ruolo dell’azienda fondata da Fabrizio Di Amato in due importanti iniziative legate all’idrogeno: il progetto europeo Prometeo, guidato dall’Enea e finalizzato a ridurre il costo dell’H2 green prodotto tramite elettrolisi, e l’alleanza siglata con Enel Green Power che prevede la produzione di idrogeno verde negli Stati Uniti.

Parlando nel corso di un’intervista pubblicata sulla testa H2 Tech, il numero uno di Maire Tecnimont ha spiegato che, per quanto riguarda Prometeo – progetto cofinanziato con 2,5 milioni di euro del programma europeo Horizon, erogati tramite la partnership pubblico-privata Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) – il gruppo italiano sta progettando e sviluppando l’unità di produzione pilota, “che utilizzerà l’innovativa tecnologia SOE (Solid Oxide Electrolysis), in grado di sfruttare le rinnovabili per trasformare energia e calore in idrogeno, partendo dall’acqua. La sfida è quella di ottimizzare l’integrazione tra il sistema SOE, le fonti energetiche intermittenti (eolico e solare) e il calore prodotto dal sole, coordinando nel modo più efficiente possibile tutti i fattori”.

L’ambizione del consorzio, che come detto è guidato dall’Enea, è quella – ha proseguito Folgiero – “di far progredire lo sviluppo della tecnologia SOE, che massimizza l’efficienza in termini di produzione di H2 e minimizza l’impatto dalla discontinuità delle energie rinnovabili sfruttando la possibilità di stoccare il calore solare e utilizzarlo poi nel processo di elettrolisi”.

L’AD di Maire Tecnimont ha poi parlato della partnership avviata a dicembre 2020 tra NextChem e la divisione americana di Enel Green Power, “che ci consentirà di far crescere il nostro business legato all’H2 green negli USA. Il mercato americano dell’idrogeno per noi è molto interessante e lo stiamo studiando con molta attenzione”.

Nell’ambito della collaborazione, che prevede – a partire dal 2023 – la produzione di idrogeno verde sfruttando uno degli impianti fotovoltaici gestiti dal gruppo Enel negli Stati Uniti, NextChem agirà come partner tecnologico e ingegneristico, nonché come EPC contractor, fornendo ad Enel Green Power la necessaria assistenza tecnica nelle fasi di sviluppo e implementazione del progetto”.

Parlando più in generale dello sviluppo di una ‘hydrogen economy’, Folgiero ha ribadito che l’H2 avrà un ruolo fondamentale in molti settori, “come power generation, trasporti, shipping e industria pesante”, e ha ricordato che l’Europa ha fissato un target di penetrazione di questo vettore pari al 23% del mix energetico complessivo: “Ora bisogna capire qual’è il percorso migliore per arrivare a questo obbiettivo. Sicuramente l’idrogeno verde è il più sostenibile, ma sconta ancora un prezzo molto elevato. Nel periodo di transizione saranno quindi fondamentali altre tecnologie, come quella dell’H2 super-blue, che introduce l’energia rinnovabile nel processo di SRM riducendo del 50% la produzione di CO2 e rendendo più facile la sua cattura, e quella dell’H2 circolare prodotto dal riciclo dei rifiuti. Entrambe già nel portafoglio di soluzioni offerte dal gruppo Maire Tecnimont”.

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