Idrogeno verde: la Grecia candida all’IPCEI europeo un maxi-progetto da 8 miliardi di euro

Si chiama ‘White Dragon’ il maxi progetto da oltre 8 miliardi di euro che diverse aziende greche, pubbliche e private, hanno deciso di candidare per il programma europeo IPCEI (Important Projects of Common European Interest) sull’idrogeno.

A coordinare l’iniziativa è DEPA Commercial, società pubblica (ma in procinto di essere privatizzata) che gestisce la distribuzione del gas naturale in Grecia, affiancata da numerosi partner ovvero Advent Technologies, Damco Energy (Copelouzos Group), PPC, DESFA (il TSO nazionale greco, controllato da Snam), HELLENIC PETROLEUM, Motor Oil, Corinth Pipeworks, TAP (la società che ha realizzato e gestisce il gasdotto Trans Adriatic Pipeline) e Terna Energy. L’obbiettivo è quello di realizzare un innovativo progetto in grado di coprire l’intero ciclo dell’idrogeno verde in Macedonia Occidentale.

Il progetto prevede di produrre idrogeno verde utilizzando impianti di energia rinnovabile su scala GW, di stoccarlo in loco per il breve termine e nel network di pipeline di DESFA per il lungo termine, e di poterlo poi impiegare per alimentare impianti di fuel cell in grado di ritrasformare l’H2 in energia elettrica destinata sia alle rete sia ad impianti di co-generazione.

Tra i vari scopi del ‘White Dragon’ c’è anche quello di sviluppare, in cooperazione tra i vari partner del progetto, un Hydrogen Industrial Research Center, dotato di un dipartimento High Technology Hydrogen Node Research & Development & Innovation, che avrà sede proprio in Macedonia occidentale.

Un altro aspetto fondamentale riguarda l’utilizzo della rete di gasdotti ellenica sia per il trasporto sia per lo stoccaggio indiretto di idrogeno verde: l’attuale network del metano verrà adattato per poter accogliere quantità crescenti di H2, ma nel futuro i promotori dell’iniziativa prevedono la realizzazione di un sistema di condotte dedicato all’idrogeno, che dovrà svilupparsi parallelamente alla realizzazione dei primi progetti per l’utilizzo di questo vettore in ambito stradale e alla creazione di un’infrastruttura nazionale di hydrogen refueling stations (HRS).

L’ultimo ‘tassello’ del ‘White Dragon’ riguarda poi la capacità di export di idrogeno verde, che sarà garantita tramite la futura connessione con la TAP Pipeline, che raggiunge l’Italia meridionale e da lì, tramite la rete di Snam, il resto dell’Europa.

Secondo quanto comunicato ufficialmente da DEPA Commercial, il progetto prevede investimenti complessivi pari a 8,06 miliardi di euro, potrebbe partire nel 2022 e completarsi entro il 2029, quando a pieno regime l’assetto immaginato dal consorzio ellenico consentirà la produzione di 250.000 tonnellate di idrogeno verde all’anno.

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