Il business dell’idrogeno raddoppia nel 2023 per il gruppo britannico IMI (che produce elettrolizzatori in Sardegna)

L’azienda britannica IMI Critical Engineering nel 2023 ha ottenuto ordini relativi alla filiera tecnologica dell’idrogeno green per un valore complessivo di 15 milioni di euro, cifra record e valore doppio rispetto a quello registrato nell’anno precedente.

Lo scorso anno, la società ha anche completato con successo il test sul campo del su primo elettrolizzatore PEM della serie IMI VIVO, prodotto in un nuovo stabilimento ubicato in Sardegna (dove IMI era sbarcata rilevando la società locale Remosa).

Gli impianti di elettrolisi IMI VIVO, disponibili in diversi size con capacità comprese tra 100 kW e 5 MW, possono adattarsi alle esigenze di ogni singolo cliente, potendo per esempio essere equipaggiati con sistemi di stoccaggio ad alta o bassa pressione, compressori e diverse tipologie di equipment.

Dopo la fase di test portata a termine in Sardegna, nel 2023 IMI ha anche effettuato le prime installazioni di propri elettrolizzatori PEM presso alcuni centri di ricerca internazionali come l’Università dei Bath e il Sustainable Aviation Fuels Innovation Centre dell’Università di Sheffield (che ha prodotto il suo ‘first hdyrogen’ a gennaio 2024).

In ragione del trend di mercato decisamente positivo riscontrato lo scorso anno, IMI ha confermato la volontà di consolidare ulteriormente il filone di business dedicato alle tecnologie per l’H2, e conta di espandere il team e di incrementare il numero di installazioni di propri impianti in tutto il mondo.

Jackie Hu, CEO Automation di IMI, ha commentato: “Il 2023 è stato un anno fondamentale per le nostre ambizioni nel campo dell’idrogeno verde. Il completamento del test sul campo del primo elettrolizzatore IMI VIVO ha segnato una svolta per la società, così come essenziali sono state le prime installazioni presso i centri di ricerca nostri clienti”.

“Ora – ha aggiunto Hu – vogliamo partire da questa solida base per continuare ad assistere i nostri clienti, nel 2024 e negli anni a venire, nel loro percorso di transizione energetica che deve portarli ad essere più sostenibili ma anche più produttivi”.