Il colosso russo Gazprom pronto ad ‘aprire’ le sue pipeline all’idrogeno

La Russia vorrebbe rendere disponibile ai produttori di idrogeno la propria enorme rete di gasdotti, gestita tramite il colosso statale Gazprom.

Lo avrebbe detto – secondo quanto scritto dal quotidiano russo Kommersnat e riportato dall’agenzia stampa italiana Agenzia Nova – il ministero dell’Economia russo, proponendo appunto ai produttori indipendenti di idrogeno un accesso diretto al sistema di trasporto del gas di Gazprom.

Sempre secondo la stampa russa, il Governo di Mosca avrebbe anche definito una bozza di roadmap per aumentare il potenziale di esportazione dell’energia russa, datata primo aprile.

Al momento, tuttavia, non sarebbero state fornite ulteriori informazioni riguardo i progetti per immettere idrogeno nella rete di trasporto del gas, né sulle modalità con cui l’H2 potrà essere gestito, ed eventualmente ‘separato’ del metano.

Non sembra infatti trattarsi di un’iniziativa mirata a fornire a clienti industriali una miscela di idrometano, come già sperimentato in Europa e soprattutto in Italia da Snam, ma piuttosto l’intenzione di mettere a disposizione della nascente economia dell’H2 una vastissima rete di trasporto già esistente, col fine di ridurre la mole di investimenti infrastrutturali necessari allo scale-up del settore.

La Russia ha già più volte parlato delle proprie ambizioni riguardo la produzione di idrogeno, e recentemente il vice ministro dell’Energia, Pavel Sorokin, ha dichiarato che entro il 2050 il Paese potrebbe esportare 7,9-33,4 milioni di tonnellate di idrogeno, sulla base delle capacità aggregata di Gazprom, Rosatom e Novatek.

Si parla, verosimilmente, di idrogeno blu prodotto con steam reforming del metano, commodity energetica di cui la Russia è uno notoriamente uno dei principali produttori a livello mondiale.

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