Il Comune di Brescia si schiera apertamente contro il progetto H2iseO di FNM

Se non è un atto ufficiale, è comunque un’uscita pubblica dell’assessore alla Mobilità del Comune di Brescia, Federico Manzoni, che – dalle pagine locali de Il Corriere della Sera – si schiera apertamente contro il progetto H2iseO, promosso da FNM (Ferrovie Nord Milano) con l’obbiettivo di operare, a partire dal 2024, treni a idrogeno (in sostituzione di quelli diesel attualmente impiegati) sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo, in Valcamonica.

Manzoni, che definisce questa iniziativa come “greenwashing”, ritiene che sarebbe più economico e anche più sostenibile aumentare le corse tra Brescia ed Iseo con moderni treni diesel invece che operare una flotta di 14 nuovi convogli ad H2, come previsto da FNM, ed esorta quindi la Regione Lombardia (che controlla FNM) a fare marcia indietro.

“Ferrovie Nord ha già acquistato 6 treni a idrogeno, un salasso. Ma per fortuna ha una exit strategy che io invito a percorrere: ha l’opzione di non acquistare gli altri 8. Sarebbe un bagno di sangue di altri 100 milioni” ha dichiarato l’assessore bresciano al quotidiano di Via Solferino. “Con quei fondi – ha aggiunto Manzoni – andiamo a risolvere le criticità presenti sulla linea Brescia-Iseo-Edolo, potenziando le corse per il Sebino come previsto da un vecchio accordo di programma che sarebbe costato solo 4 milioni in più l’anno di costi fissi”.

È lo stesso Corriere (non si tratta infatti di un virgolettato del politico locale, ma di una porzione dell’articolo del quotidiano) a sostenere poi che “l’intera ‘partita’ dell’idrogeno costerà alla Regione Lombardia la cifra monstre di 400 milioni ma non porterà né corse più veloci né più collegamenti tra la splendida Valcamonica e la città. Non è un caso se la Germania dopo 10 anni di sperimentazioni sta abbandonando i treni a idrogeno a favore di quelli elettrici a batteria, più performanti”. Opinioni che parrebbero quindi attribuibili all’estensore dell’articolo.

È invece Manzoni a dichiarare che da questa iniziativa non deriverebbero benefici per gli utenti della linea ferroviaria, e a chiedersi quindi “perché fare un investimento, se non ci sono benefici per i pendolari e quindi per il territorio?”. A questo punto, secondo l’assessore, sarebbe stata molto più performante l’elettrificazione di tutta la linea, nonostante il problema delle tante gallerie, che avrebbe fatto lievitare i costi ma che “è un tema che stanno brillantemente superando in val Venosta, dove stanno elettrificando la Merano-Malles”.