Il consorzio StasHH ha definito il primo standard internazionale per le fuel cell destinate ai trasporti pesanti

A poco più di un anno di distanza dalla sua nascita, il consorzio StasHH ha raggiunto il suo primo obbiettivo pubblicando uno standard relativo ai moduli di fuel cell per applicazioni nel trasporto pesante.

Il progetto, lanciato nel febbraio 2021 e finanziato con 7,5 milioni di euro dall’allora Fuel Cell Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU) – oggi trasformatasi nella Clean Hydrogen Partnership – vede la partecipazione di 25 partner tra cui CETENA, il centro studi del gruppo navalmeccanico italiano Fincantieri: 11 fornitori di fuel cell, 9 OEM (original equipment manufacturers, ovvero i produttori di veicoli e altri mezzi di trasporto) e 5 istituti di ricerca scientifica e tecnologica,.

Dopo oltre 12 mesi di lavoro, i membri del consorzio hanno raggiunto un punto d’incontro che ha consentito la definizione del primo standard internazionale per i moduli di fuel cell: un sistema di classificazione che tiene conto delle dimensioni, dell’interfaccia fisica e dell’interfaccia di ‘application programming’ delle celle a combustibile.

Lo standard StasHH è ispirato alla nomenclatura AA in uso per le batterie e definisce tre dimensioni basilari identificate con le lettere A, B e C. Questi moduli di dimensioni standard possono essere poi integrati tra loro dando vita a pile identificabili con la ripetizione della lettera che contraddistingue il ‘size’ originario (es: AA, BB, BBB).

Lo standard StasHH definisce anche le caratteristiche e le dimensioni dell’area di interconnessione di un modulo di fuel cell e delle applicazioni digitali che gestiscono l’integrazione tra più moduli.

“Il progetto StasHH, finanziato dalla Clean Hydrogen partnership, ha raggiunto un importante risultato nel processo di standardizzazione dei moduli di fuel cell che saranno utilizzati nei trasporti” ha spiegato Bart Biebuyck, Executive Director della Clean Hydrogen Partnership. “Pubblicando il primo standard per le celle a combustibile destinate ad applicazioni come i camion ad H2, StasHH contribuisce a ridurre la frammentazione del mercato, ad abbassare i costi e ad aumentare quindi la competitività di questo tipo di tecnologia, indispensabile per decarbonizzare i trasporti pesanti”.