Il gigante marittimo Maersk potrebbe ordinare la prima nave ad ammoniaca entro 3 anni

Il gruppo danese Maersk, che controlla la prima compagnia al mondo nel settore del trasporto container, è convinto di riuscire a risolvere le problematiche – soprattutto in ordine alla sicurezza – dei nuovi combustibili come ammoniaca, etanolo e metanolo, entro 2 o 3 anni al massimo, periodo entro il quale conta anche di ordinare le prime navi dotate di questa nuova tipologia di propulsione.

Lo ha rivelato il CEO di Maersk Søren Skou nel corso di un podcast organizzato da Global Optimism (i cui contenuti sono stati ripresi da diversi media specializzati), spiegando che la compagnia, che punta a rendere carbon-neutral le proprie attività entro il 2050, vuole avere in flotta navi a zero emissioni entro il 2030 ed è convinta di riuscirci sviluppando due diverse opzioni, l’ammoniaca e i derivati dell’alcool (etanolo e metanolo), tutti combustibili che possono essere prodotti partendo da fonti rinnovabili (nel primo caso, dall’idrogeno verde).

Ovviamente, non mancano problemi da risolvere: i derivati dell’alcool hanno un punto di infiammabilità molto basso, mentre l’ammoniaca è tossica. Ci sono quindi questioni da affrontare in tema di sicurezza, che Maersk però conta – grazie a sostanziosi investimenti in ricerca e sviluppo – di risolvere nel giro di un triennio, per poter quindi ordinare le prime nuove navi, delle portacontainer di piccola taglia, dotate di propulsori con questo tipo di alimentazione.

Si tratterà, come ha precisato Skou, di motori a combustione interna, aspetto questo molto importante perché potrebbe consentire non solo di commissionare nuove costruzioni dotate di questa tecnologia, ma anche di intervenire per convertire navi già esistenti.

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