Il Gruppo Hera annuncia: “A breve i primi test sull’utilizzo di mix metano-idrogeno anche per utenze domestiche”

di Francesco Bottino

Milano – Questione di qualche settimana, e il Gruppo Hera avvierà in Emilia-Romagna la prima sperimentazione italiana di fornitura di una miscela di metano e idrogeno ad utenze domestiche.

Lo ha annunciato l’Amministratore delegato dalla multi-utility Stefano Venier, in occasione della presentazione ufficiale della nuova versione del contatore NextMeter, avvenuta nel corso della fiera milanese Enlit 2021.

L’innovativo contatore è basato sul modello presentato nel 2018 e già installato in 70.000 unità (ma la previsione è di arrivare a 300.000 entro il 2023), di cui costituisce un upgrade: oltre ad essere realizzato con plastica riciclata, sarà infatti in grado di operare nella distribuzione di miscele di metano e idrogeno con quota di H2 fino al 20%.

Il nuovo modello, che verrà realizzato da Pietro Fiorentini utilizzando tecnologia fornita dal gruppo giapponese Panasonic, ha ottenuto la certificazione alla compatibilità con miscele di green gas da Tifernogas ed è stato oggetto di un’analisi di natura costruttiva sulla compatibilità dei materiali con il blandig di H2 e metano – che ha avuto esito positivo – svolta dal gruppo genovese RINA.

Ed è proprio per mettere subito alla prova il nuovo NexMeter che il Gruppo Hera avvierà a breve un’inedita sperimentazione: “Entro poche settimane inizieremo a rifornire di un blend di metano e idrogeno, con H2 in quantità variabili dal 2% al 20% – ha spiegato Venier – una trentina di utenze nel paese di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena”. Si tratterà di utenze aziendali e commerciali ma anche di un certo numero di utenze domestiche, situazione ad oggi mai sperimentata in Italia.

“Utilizzeremo idrogeno verde, prodotto con energia rinnovabile, che verrà fornito dall’azienda specializzata SIAD e che sarà trasportato con carri bombolai ad una cabina secondaria, da dove verrà immesso in un tratto della rete di distribuzione per essere consegnato alle utenze che parteciperanno alla sperimentazione” ha aggiunto l’AD del Gruppo Hera.

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia mirata prima a valutare, e poi a potenziare, l’hydrogen readyness degli asset dell’azienda, che con il medesimo obbiettivo sta anche verificando, insieme ai propri fornitori, la possibilità di utilizzare quote di H2 nelle turbine per il teleriscaldamento.

“Ma la nostra vision sull’idrogeno è più ampia, e comprende altri ambiti, a partire dalla produzione. Stiamo studiando la possibilità di produrre idrogeno verde utilizzando l’energia ricavata dai rifiuti, una modalità che consentirebbe di alimentare gli elettrolizzatori per 8.000 ore all’anno massimizzando quindi la loro efficienza operativa”. L’H2 così generato – ha proseguito Venier – “verrà distribuito ad alcuni clienti del distretto modenese delle ceramiche, che si sono già dotati di forni in grado di utilizzare una miscela contenente fino al 50% di idrogeno”.

C’è poi il capitolo trasporti: “Abbiamo discorsi avviati con le aziende che gestiscono i servizi di trasporto pubblico locale a Bologna, Ravenna e Modena, relativi alla fornitura di idrogeno”.

Il numero uno dell’utility emiliana ovviamente non nasconde che alcuni problemi, in tema di H2, sono ancora da risolvere, a partire dalla questione del prezzo: “Per il trasporto l’idrogeno verde ha un costo che già si avvicina alla soglia di competitività con altri fuel tradizionali, anche se in questo caso esiste il tema del rinnovo delle flotte di mezzi, che però sarà incentivato dal PNRR. Per quanto riguarda invece gli usi industriali, siamo ancora ben lontani dalla competitività economica dell’H2, e quindi in questo contesto sarà ancor più fondamentale una politica attiva di sostegno pubblico”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.