Il mercato dell’idrogeno rallenta (almeno in Occidente) e Johnson Matthey riduce gli investimenti sul settore

Il mercato dell’idrogeno, almeno in Europa e più in generale nell’emisfero occidentale, sta rallentando, e i fornitori di tecnologia si adeguano.

Così farà l’azienda britannica Johnson Matthey, che realizza e fornisce componenti per elettrolizzatori (soprattutto PEM e AEM) e fuel cell (recentemente ha stretto un accordo commerciale col gruppo italiano MAIRE), e che ha deciso di ridurre drasticamente gli investimenti previsti in questo filone di business.

È quanto annunciato contestualmente alla pubblicazione dei risultati relativi all’esercizio 2023/24, che si è concluso il 31 marzo 2024 con ricavi della business unit Hydrogen Technologies cresciuti su base annua del 31% a 71 milioni di sterline.

Nonostante il buon andamento di questo settore – spiega la società – nell’ultima parte dell’esercizio si era già evidenziato un rallentamento degli ordini da parte dei clienti, dovuto in larga misura alla perdurante incertezza riguardante normativa e incentivi.

Un trend che, secondo Johnson Matthey, proseguirà anche nel prossimo futuro: se infatti il mercato dell’idrogeno rimane attrattivo nel lungo periodo, in questa fase – scrive la società nel commento ai dati – la value chain globale dell’H2 sta affrontando una serie di sfide e in particolare in Europa e USA il suo sviluppo sta rallentando a causa della difficoltà dell’industria di ‘navigare’ tra un quadro normativo e un sistema di incentivi i cui contorni sono ancora pocho chiari. Diverso il discorso relativo alla Cina, dove grazie al supporto pubblico la domanda, soprattutto di fuel cell, rimane elevata.

In conseguenza di tale scenario, Johnson Matthey ha deciso di adeguarsi, riducendo gli investimenti previsti per la divisione Hydrogen Technologies, che nei prossimi 3 anni saranno solo il 10% dei capex totali preventivati dal gruppo, rispetto al 30% annunciato in precedente.

Per la stessa ragione, anche se i lavori di costruzione sono ormai conclusi, la società ha deciso di posticipare (non viene specificato di quanto tempo) l’entrata in funzione della sua nuova fabbrica di Royston, e di concentrare tutte le attività produttive legate a questo segmento di business nel polo di Swindon, per “allinearsi con gli sviluppi del mercato”.

Per quanto riguarda i prossimi anni, Johnson Matthey si aspetta una crescita dei ricavi della divisione decisamente moderata per l’esercizio 2024/25, con la previsione di arrivare a break-even nel 2025/26.