Il porto di Ravenna progetta un hub dell’idrogeno verde con i fondi del PNRR

Investire circa 20 milioni di euro per realizzare all’interno dell’area portuale di Ravenna un hub per la produzione di idrogeno verde tramite elettrolisi, alimentata con energia solare.

E’ a questo che mira uno dei vari progetti candidati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centro Settentrionale per i fondi del PNRR: un insieme di iniziative che ‘cuba’ complessivamente 200 milioni di euro e che potrebbe consentire allo scalo romagnolo un salto di qualità in diversi settori.

A rivelare le ambizioni dell’authority in tema di H2 è il Presidente dell’ente Daniele Rossi (che è anche Presidente di Assoporti, l’associazione di tutte le autorità portuali italiane), che in una recente intervista a Il Corriere di Romagna, spiega: “Nella nostra proposta per i fondi del PNRR abbiamo inserito anche un progetto che prevede la realizzazione di un campo fotovoltaico da 20 MW in un’area che stiamo selezionando fra quelle a nostra disposizione, con cui alimentare elettrolizzatori per una capacità di 4 MW che produrrebbero 800 metri cubi di idrogeno verde all’ora. Il tutto a fronte di un investimento di circa 20 milioni di euro”.

L’H2 green così prodotto, ha aggiunto Rossi, “potrà essere poi immesso in rete, oppure stoccato e rivenduto”. Ma parte dell’idrogeno generato potrebbe anche rimanere all’interno dell’area portuale, perché l’AdSP vorrebbe utilizzarlo per alimentare il sistema di elettrificazione delle banchine della futura stazione marittima dedicata alle crociere: un impianto di cold ironing che consentirà alle navi di allacciarsi alla rete terrestre durante le soste in porto evitando così di tenere accesi i generatori di diesel di bordo e che, se fosse alimentato con idrogeno verde prodotto da energia rinnovabile, azzererebbe realmente le emissioni di CO2. Sarebbe – secondo il Presidente del porto di Ravenna – “la chiusura del cerchio ideale”.

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