Il Portogallo vara un ‘piano idrogeno’ da 7 miliardi di euro

Anticipando di qualche settimana la Commissione Europea, che sta ancora lavorando sulla sua, il Portogallo ha già varato una sua strategia nazionale sull’idrogeno.

Il piano appena approvato dal Governo di Lisbona si chiama National Strategy for Hydrogen (EN-H2) e prevede investimenti complessivi per 7 miliardi di euro entro il 2030, l’85% dei quali provenienti dal settore privato.

L’obbiettivo, come ha spiegato l’esecutivo portoghese, è quello di incentivare lo sviluppo e rafforzare la stabilità del sistema energetico nazionale, e anche di arrivare, a regime, a ridurre le importazioni di gas naturale di 300-600 milioni di euro all’anno.

Il ‘piano idrogeno’, che contribuirà a raggiungere i target di decarbonizzazione del Portogallo, prevede la creazione di un hub delle energie rinnovabili nel porto di Sines, uno dei principali del Paese, location individuata per una serie di caratteristiche che la rendono particolarmente adatta: l’area ospita infatti una serie di impianti energetici a carbone o petrolio in fase di dismissione ed è già ben collegata con la rete nazionale dei gasdotti. Network di pipeline, quello portoghese, che – secondo quanto dichiarato alla stampa locale dal Ministro per l’ambiente e la transizione energetica João Pedro Matos Fernandes, è già in grado per il 70% di distribuire l’idrogeno verde che verrà prodotto a Sines.

Nello scalo è già in fase di definizione un progetto, in cui sono coinvolte diverse aziende internazionali, che prevede la realizzazione di un maxi-impianto per l’elettrolisi, che costerà oltre 400 milioni di euro e che sarà in grado di generare 1 GW di idrogeno verde all’anno entro il 2030. Molti altri impianti di minori dimensioni verranno progettati e installati – proprio in base alle linee guida della EN-H2 – in altre aree del Paese.

“L’idrogeno verde in Portogallo potrà essere prodotto a costi competitivi” ha assicurato alla stampa il Ministro Fernandes, aggiungendo che la nascita di un’industria dell’idrogeno verde nel Paese potrà contribuire anche a “creare un nuovo e dinamico sistema economico, nell’ambito delle enormi potenzialità offerte dalla decarbonizzazione”.

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