Il progetto Hydrogen Mobility Europe al primo ‘giro di boa’: risultati e raccomandazioni dei promotori

Si è conclusa la prima fase dell’Hydrogen Mobility Europe (H2ME), il più grande progetto di mobilità a idrogeno in Europa, e i cui risultati e le conseguenti raccomandazioni sono stati pubblicati sul sito ufficiale dell’iniziativa.

Promosso dalla partnership pubblico-privata Fuel Cell Hydrogen Undertaking (FCH-JU), l’H2ME ha visto il coinvolgimento di 50 diversi soggetti europei e dal 2016 ad oggi ha raccolto un’enorme mole di dati e informazioni grazie al monitoraggio dei 630 fuel cell electric vehicles (FCEV) impiegati nella sperimentazione in 10 Paesi dell’UE e delle 37 nuove stazioni di rifornimento di H2 costruite appositamente in 8 Paesi. Nel complesso questi mezzi hanno percorso 14,5 milioni di Km e sono state effettuate 68.000 operazioni di refueling per un quantitativo di idrogeno consumato pari a 147 tonnellate.

Si tratta – spiegano i promotori nella nota ufficiale – del più grande dispiegamento di mezzi a fuel cell mai effettuato in Europa, e i dati raccolti confermano il potenziale commerciale dell’idrogeno come combustibile per la mobilità green.

Conclusa la prima fase del progetto, i partner di H2ME hanno raccomandato, nel loro report, che le autorità nazionali ed europee dispongano misure di incentivazione affinché il costo dell’idrogeno low carbon sia competitivo per gli operatori dei veicoli, creando così un mercato concorrenziale con le altre tipologie di mezzi a zero emissioni. Inoltre, le politiche nazionali e locali dovrebbero spingere per un continuo sviluppo della nascente filiera dell’H2.

Se infatti le nuove stazioni di rifornimento costruite nell’ambito del progetto consentiranno agli FCEV di avere maggiori opportunità di approvvigionamento di carburante, è proprio l’entità ancora molto limitata di questo tipo di infrastrutture a frenare lo sviluppo del mercato della mobilità a idrogeno.

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