Il ruolo dell’Italia nel futuro mercato globale dell’H2: il punto di Aurora Energy Research

L’Europa non riuscirà a produrre internamente tutto l’idrogeno verde di cui avrà bisogno nei prossimi decenni, e quindi ne importerà una quota consistente dalle aree del mondo dove produrlo costerà meno. Tra queste ci sarà sicuramente il Nord Africa, verso cui l’Italia si protende come un ponte logistico naturale: una posizione che conferisce al nostro Paese un indubbio vantaggio competitivo nel futuro scenario di un mercato globale dell’H2.

È questo, in sostanza, il fulcro del pensiero articolato – nel corso della sua intervista ad HydroNews – da Carlotta Piantieri, Associate di Aurora Energy Research, società nata a Oxford (UK) e specializzata nelle previsioni di mercato e in attività di consulenza a supporto di strategie di investimento e decisioni strategiche nell’ambito della trasformazione energetica globale.

“In Italia c’è sicuramente potenziale per la produzione di idrogeno verde – grazie alla ricchezza delle fonti rinnovabili – tuttavia resterà per lo più inutilizzato: il Nord Africa, infatti, vanta un costo dell’idrogeno più ridotto, oltre alla disponibilità di vasti territori scarsamente popolati”.

Una distanza ben rappresentata da un dato: “Secondo le nostre proiezioni il costo di produzione dell’idrogeno verde, in Italia, non raggiungerà la fatidica soglia dei 2 EUR/Kg (da molti individuato come target di competitività rispetto ai principali concorrenti fossili; ndr) prima del 2045-2050, mentre in Nord Africa ciò avverrà con circa 10 anni di anticipo”. Pertanto il nostro Paese “riuscirà a soddisfare solo il 30-40% della domanda di idrogeno verde con la produzione nazionale” e dovrà ricorrere all’import come altri Paesi europei. Ecco quindi che si profila un’opportunità per la Penisola: “Grazie all’esistenza di gasdotti che ci collegano con il Nord Africa, l’Italia svolgerà un ruolo di intermediazione logistica tra la sponda sud del Mediterraneo e l’Europa centrale”.

Ovviamente, come ricorda la stessa Piantieri, le variabili in gioco sono molteplici e gli scenari ipotizzati, quindi, piuttosto mutevoli, anche in ragione delle diverse fasi di sviluppo di un mercato globale dell’idrogeno verde: “Nel prossimo decennio, durante lo start-up dell’industria, prevarrà sicuramente il modello dei cluster locali, con produzione vicina agli utenti industriali. Nel lungo periodo, la creazione di un’infrastruttura dedicata all’idrogeno permetterà di spostare la produzione laddove i costi sono minori, e di aumentare la distanza tra luogo di generazione e luogo di consumo dell’H2”.

Distanza che è, a sua volta, un fattore importante nella definizione dei modelli distributivi: “Il trasporto via pipeline – secondo l’analista di Aurora – è competitivo su percorrenze intermedie, mentre sulla lunga distanza intercontinentale, l’idrogeno verrà trasportato via nave sotto forma di ammoniaca o di metanolo, con bassi costi di investimento iniziale e un vantaggio di flessibilità nei volumi”.

Le pipeline restano comunque un elemento fondamentale della futura supply chain dell’H2, anzi -per Piantieri – ne costituiscono un elemento abilitante: “Il blending può essere un’arma a doppio taglio. Se da un lato consente l’immissione praticamente immediata di idrogeno nel ciclo produttivo, dall’altro potrebbe ritardare una transizione vera e propria”.

In questo scenario si innesta il tema degli incentivi pubblici, che saranno fondamentali per lo sviluppo di un mercato dell’idrogeno ma che dovranno essere organizzati in modo da risultare realmente efficaci. Nella visione di Aurora Research “oltre a sostegni diretti, un ulteriore aiuto agli elettrolizzatori potrebbe arrivare da esenzioni sulle tariffe di rete”. In passato e in altri contesti si sono poi dimostrati efficaci, aggiunge Piantieri, “anche i Contracts for Difference (CfD), che presentano l’indubbio vantaggio di non avere effetti distorsivi sul mercato” conclude l’Associate di Aurora Research, società che sta consolidando la sua presenza internazionale con due nuovi uffici negli USA, in Europa e anche in Italia.

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