Il ruolo di Rittal ed Eplan al fianco di sviluppatori e ‘system integrator’ per far crescere la filiera italiana dell’H2

di Francesco Bottino

Rimini – Da una parte l’hardware, dall’altra il software, per assistere in modo completo gli sviluppatori di soluzioni legate alla transizione energetica, con uno sguardo sempre più attento all’idrogeno.

È con questo ‘assetto’ che il gruppo tedesco Friedhelm Loh si propone sul mercato italiano tramite le due aziende Rittal ed Eplan, presenti insieme alla fiera KEY di Rimini dove HydroNews ha intervistato Giacomo Zambruno, Business Unit Manager Energy & Power di Rittal.

“Rittal produce armadi di contenimento, sistemi di distribuzione e unità di raffreddamento, nonché sistemi automatizzati per lavorazione degli armadi, dei cavi e delle canaline, mentre Eplan sviluppa software di progettazione. Grazie alla sinergia tra queste due proposte, accompagniamo i clienti dalla progettazione di armadi e sistemi fino alla loro costruzione e manutenzione con una serie di processi integrati e basati sull’impiego del digital twin.  La combinazione di questi due aspetti, quello fisico e quello digitale, costituisce il nostro maggior valore aggiunto” spiega Zambruno.

Rittal, nello specifico, produce soluzioni impiegate nella costruzione di impianti: “Ci rivolgiamo a quei player che, anche attraverso i nostri prodotti e servizi, realizzano prodotti finiti per diversi mercati Energy di riferimento”. Il tutto con uno sguardo sempre più attendo allo sviluppo della filiera dell’idrogeno, “che riteniamo assolutamente strategica sia per il mercato sia italiano che estero” assicura il Business Unit Manager Energy & Power di Rittal.

L’esempio di cosa l’azienda può offrire, in tema di idrogeno, è fisicamente presente alla fiera di Rimini: si tratta dell’H2 Power, un sistema ‘stand alone’ per la produzione e lo stoccaggio energetico sviluppato dal system integrator italiano Simplifhy sfruttando la tecnologia di elettrolisi di Enapter all’interno di armadi Rittal.

Questo sistema viene alimentato da energia solare prodotta tramite pannelli fotovoltaici, con cui due elettrolizzatori generano idrogeno stoccato in apposite bombole e poi ritrasformato, all’occorrenza, in energia elettrica tramite fuel cell PEM (la prima unità è stata installata lo scorso dicembre presso l’azienda ISAM Srl di Viterbo, attiva nel settore delle costruzioni; ndr).

“Gli armadi Rittal si prestano particolarmente bene a questo utilizzo, anche grazie alla caricabilità molto elevata, fino a 1.500 Kg. Anche se per questa applicazione abbiamo fornito unicamente il contenimento, possiamo supportare gli operatori dell’idrogeno con soluzioni varie e versatili. Il nostro sistema, basato sul concetto di piattaforma modulare, comprende infatti moltissimi accessori, armadi compatti, sistemi di distribuzione e soluzioni di cooling. In particolare, i nostri sistemi di climatizzazione sono estremamente efficienti, con soluzioni che offrono fino al 75% di risparmio energetico rispetto allo standard di mercato” sottolinea Zambruno.

Rittal collabora anche con l’azienda genovese BluEnergy Revolution – che produce e sviluppa tecnologie per la transizione energetica basate sull’idrogeno – a conferma di un impegno sempre più deciso e convinto nel settore dell’H2: “Riteniamo che questo vettore energetico sia strategico per la decarbonizzazione e siamo convinti di poter dare, con i nostri prodotti, un contributo importante allo sviluppo di sistemi sempre più efficienti” conclude Zambruno.