Importazioni e stoccaggio: la Germania si muove su più fronti per assicurarsi i futuri approvvigionamenti di H2

La Germania, ben consapevole di non poter produrre internamente tutto l’idrogeno necessario a soddisfare il fabbisogno del suo sistema industriale in un’ottica de decarbonizzazione e quindi di progressiva sostituzione del gas naturale con il vettore energetico green, si sta muovendo da tempo sul fronte internazionale per stringere accordi con potenziali fornitori: di recente è stato rafforzato quello firmato a dicembre 2022 con l’Algeria, mentre in patria la utility Uniper ha annunciato un nuovo progetto per stoccare H2 in cavità del sottosuolo.

In particolare, la divisione Uniper Energy Storage ha intenzione di sviluppare caverne saline nel Nord della Germania, dove poter stoccare un quantitativo di idrogeno compreso tra 250 e 600 GWh, già entro il 2030. In una seconda fase, oltre a queste prime strutture che saranno pronte ad accogliere l’H2 già entro la fine del decennio, Uniper avrebbe poi deciso di individuare altri potenziali siti dove replicare lo schema per ampliare la sua capacità di stoccaggio complessiva.

L’azienda sta già portando avanti progetti in questo ambito come HyStorage a Bierwang e Hydrogen Pilot Cavern (HPC) a Krummhörn, che al momento vengono gestiti in ottica sperimentale per raccogliere informazioni utili, ma che dal 2025 verranno sviluppati anche dal punto di vista commerciale per poter offrire al mercato una prima base di capacità di stoccaggio di idrogeno pari a 250 GWh a partire dal 2029. Nei 5 anni successivi, verranno investiti oltre 200 milioni di euro per incrementare la capacità e per aggiungere nuovi siti di stoccaggio in Bassa Sassonia e Nord Reno Westphalia (in parte riconfigurando impianti esistenti e attualmente utilizzati per il metano), in modo da arrivare rapidamente ad una capacità di 600 GWh.

Nel frattempo, per individuare con precisione l’entità della futura domanda di stoccaggio di idrogeno, Uniper ha avviato un sondaggio di marcato che durerà fino alla fine di marzo prossimo.

Intanto, come detto, il Governo tedesco sta proseguendo nella sua attività di definizione di partnership internazionali per la fornitura di H2, tra cui quella con l’Algeria che risale a fine 2022 ma che è stata in questi gironi rilanciata con la visita ad Algeri del Vicecancelliere e Ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck. Il politico teutonico, insieme al collega algerino titolare dell’Energia e delle Miniere, Mohamed Arkab, ha presenziato alla firma di un memorandum tra la compagnia algerina Sonatrach e Vng, azienda per il gas con sede a Lipsia. L’accordo verte al momento sulla fornitura di gas naturale, ma getta le basi per un futuro flusso di idrogeno, tema peraltro al centro di un tavolo di lavoro tra la delegazione tedesca e quella algerina che – come spiegato dal ministero guidato da Habeck in una nota – ha approfondito i principali aspetti del corridoio SoutH2, progetto promosso tra gli altri dal TSO italiano Snam che prevede lo sviluppo di un’infrastruttura per l’importazione dell’idrogeno dal Nord Africa alla Germania, via Italia e Austria, sfruttando in gran parte le pipeline già esistenti e utilizzate attualmente per il trasporto di metano.