In Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Imprese e del Made In Italy che stanzia le risorse per i due nuovi IPCEI sull’idrogeno

Lo scorso 29 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale – entrando quindi in vigore a tutti gli effetti – il Decreto Ministeriale emanato dal Ministero delle Imprese e del Made In Italy (MIMIT) lo scorso 11 dicembre, riguardante l’attivazione del fondo a sostegno della realizzazione dei progetti IPCEI nei settori «Microelettronica 1», «Microelettronica 2», «Batterie 1», «Idrogeno 1», «Idrogeno 2» e «Infrastrutture digitali e servizi cloud».

Nello specifico, i due nuovi IPCEI sull’idrogeno, che seguono i primi due IPCEI Hy2Tech e Hy2Use, dovrebbero essere dedicati alle infrastrutture per l’H2 (Hy2Infra) e alla mobilità (Hy2Move).

Nella bozza della nuova versione del PNIEC (Piano Nazionale Energia e Clima) pubblicata lo scorso luglio, il Governo italiano aveva già menzionato questi due nuovi IPCEI, rivelando di aver pre-notificato alla Commissione Europea le candidature di progetti promossi da Snam, Energie Salentine e Saipem, “nell’ambito del procedimento di autorizzazione degli aiuti di Stato previsti per gli IPCEI”.

Il nuovo decreto del MIMIT fa ora un passo ulteriore, definendo il quadro relativo allo stanziamento delle risorse che dovranno finanziare questi nuovi Important Project of Common European Interest, con l’istituzione di un ‘Fondo IPCEI’.

Nel decreto non viene stabilita una dotazione economica puntuale per ognuno degli IPCEI: viene precisato soltanto che circa 68,8 milioni sono destinati all’IPCEI Microelettronica 1; 100,78 milioni all’IPCEI Batterie 1; 323,23 milioni all’IPCEI Batterie 2 e 1,71 miliardi di euro totali agli IPCEI Idrogeno 1, Idrogeno 2, Infrastrutture digitali e servizi cloud e Microelettronica 2.

Sempre nella bozza el PNIEC, però, il Governo italiano – riferendosi ai due nuovi IPCEI sull’idrogeno – diceva che la misura “prevede 1,4 miliardi di euro di fondi pubblici e 3,6 miliardi di finanziamenti privati, con una previsione di entrata in esercizio (dei progetti; ndr) al 2030”.