Inaugurato il Centro Idrogeno H2-MO.RE dell’Università di Modena e Reggio Emilia

È stato inaugurato oggi (14 luglio; ndr) il nuovo ‘Centro Interdipartimentale di Ricerca e per i Servizi nel settore della produzione, stoccaggio e utilizzo dell’Idrogeno’ H2–MO.RE, costituito lo scorso marzo presso l’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) dai Dipartimenti di: Ingegneria “Enzo Ferrari” – DIEF; Educazione e Scienze Umane – DESU; Scienze Chimiche e Geologiche – DSCG; Scienze e Metodi dell’Ingegneria – DISMI; Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche – FIM.

La una cerimonia ha preso il via presso il Complesso San Geminiano di Modena, per poi proseguire nell’attuale sede di H2 – MO.RE, presso lo spazio di co-working Techboard Group srl, a Modena.

Dopo i saluti iniziali del Rettore Unimore Carlo Adolfo Porro, del rappresentante della Regione Emilia Romagna Morena Diazzi, del Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, sono intervenuti Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA e Cristina Maggi, direttrice di H2IT.

È stato poi organizzato il trasferimento – tramite due vetture ad H2 – presso la sede del Centro, nello spazio di Techboard Group, la presentazione è proseguita con gli interventi di rappresentanti delle aziende che collaboreranno con H2–MO.RE (Snam, Landi Renzo, Athena, Hyundai, Toyota, Hera, Advolo, Primo Elemento, Marposs e Drillmec). I dipartimenti afferenti al Centro, che annovera più di 100 ricercatori, hanno poi presentato le loro attività di ricerca e progetti sul tema Idrogeno. L’evento si è concluso con una discussione aperta e la possibilità, per i presenti, di osservare da vicino i veicoli a H2 di Toyota e Hyundai.

Il Centro, che ha una durata di tre anni, rinnovabili, svolge attività di promozione e coordinamento di studi e ricerche interdisciplinari nel campo della produzione, stoccaggio, trasporto e utilizzo dell’idrogeno e di attività di ricerca correlate, proponendosi quale interlocutore di enti pubblici e privati, con i Tecnopoli nelle provincie di Modena e Reggio Emilia.

Con l’avvio di questo Centro Unimore intende riservare una particolare attenzione alla creazione di un ambiente collaborativo in cui sviluppare sinergie tra le aziende e tra aziende e Centro Interdipartimentale. Il Direttore per il primo triennio è il Prof.  Marcello Romagnoli del DIEF, con vicedirettrice la Prof.ssa Monia Montorsi del DISMI.

“In particolare, l’intento principale del Centro è favorire, attraverso un virtuoso sistema di collaborazione tra accademia e industria, lo sviluppo di un polo industriale sulla tecnologia dell’H2. Il momento storico e la transizione a cui stiamo assistendo offre una grande e stimolante occasione per l’intera industria regionale che annovera già tecnologie di primissimo livello che possono essere messe al servizio e ottimizzate per questo nuovo settore in rapido sviluppo” hanno spiegato il Prof. Romagnoli e la Prof.ssa Montorsi .

Verranno promosse attività di supporto alla creazione di nuove aziende in questo specifico settore, nell’ottica di promuovere un nuovo ecosistema in grado di interagire sinergicamente su tematiche che coinvolgono l’idrogeno a 360°.

“È un onore dare sostegno al Centro Interdipartimentale H2-MO.RE. Si tratta di una scelta che si sposa perfettamente con la nostra filosofia. Techboard Group, azienda leader nell’elettronica, da anni investe nella ricerca e nell’innovazione nel settore automotive, medicale ed industriale Cruciale è la sinergia con l’Università che a Modena raggiunge punte di eccellenza grazie a un’organizzazione di elevato spessore e a studenti particolarmente preparati. Per questo abbiamo deciso di dare vita anche a una borsa di studio volta a premiare giovani brillanti che si dedicano allo sviluppo di competenze elettroniche applicate al campo delle fuel cell alimentate a idrogeno” ha sottolineato Fabio Malagoli, CEO di Techboard Group.  

Il Centro H2-MO.RE si inserisce nel progetto ‘Ecosistema per la transizione sostenibile in Emilia-Romagna’, che coinvolge oltre 750 persone, di cui circa 300 ricercatrici e ricercatori, mettendo insieme l’intera rete degli Atenei regionali – l’Università di Bologna, l’Università di Ferrara, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Parma, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Politecnico di Milano sedi di Piacenza – e il CNR, con ENEA e INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare) e il coordinamento della Regione attraverso ART-ER, la società consortile regionale per la crescita sostenibile, l’innovazione e l’attrattività.