INEOS investe 1 miliardo di sterline per decarbonizzare lo stabilimento scozzese di Grangemouth, puntando sull’H2

La multinazionale della chimica INEOS ha già ridotto del 37% le emissioni di CO2 del proprio stabilimento di Grangemouth, in Scozia, rispetto al dato del 2005 (anno in cui l’azienda subentrò nella gestione dell’impianto), e recentemente ha investito 500 milioni di sterline per contenere ulteriormente l’impatto ambientale delle proprie attività in questo sito con interventi che diventeranno operativi nel 2023.

Ma il gruppo è deciso a ridurre le emissioni di Grangemouth del 60% entro il 2030, nell’ottica di arrivare al target fissato dal Governo scozzese che prevede di essere net-zero entro il 2045, e ha deciso di investire un ulteriore ingente quantitativo di risorse, pari a 1 miliardo di sterline, nella decarbonizzazione dello stabilimento, principalmente puntando sull’utilizzo di idrogeno.

La Road Map messa a punto da INEOS per la transizione energetica di Grangemouth prevede infatti la produzione e l’utilizzo di H2 in tutte le diverse linee dello stabilimento, accompagnata alla cattura e allo stoccaggio di almeno 1 milione di tonnellate di CO2 all’anno entro la fine del decennio. I sistemi di CCS verranno installati sia sugli impianti di produzione di idrogeno giù attivi sia in un nuovo maxi impianto che verrà realizzato ex novo per la produzione di idrogeno decarbonizzato.

“Dobbiamo accelerare il nostro processo di decarbonizzazione, nonostante i buoni risultati ottenuti fino ad ora. Dobbiamo diventare net-zero entro il 2045 e stabilire obbiettivi ambiziosi ma realizzabili per i nostri target aziendali al 2030” ha spiegato Andrew Gardner, Chairman di INEOS Grangemouth.

“La sfida per noi è realizzare un percorso che ci consenta di raggiungere gli obbiettivi ambientali restando competitivi sul mercato e rispettando tutte le future regolamentazioni” ha aggiunto Stuart Collings, CEO di INEOS O&P UK. “In questo contesto, l’idrogeno giocherà un ruolo molto importante nella decarbonizzazione dei nostri stabilimenti produttivi. E’ creando le infrastrutture necessaria ad un utilizzo su larga scala dell’H2 che possiamo porre il raggiungimento del target net-zero entro il 2045”.

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