Ingegneria ‘made in Italy’ per gli elettrolizzatori destinati all’acciaieria di H2 Green Steel: thyssenkrupp nucera si rivolge a Seingim

Anche l’ingengo ‘made in Italy’ contribuirà alla creazione di una delle prime accierierie green – grazie all’idrogeno – d’Europa.

Seingim, società ingegneristica di Ceggia (Venezia), ha infatti annunciato sul suo profilo Linkedin di aver firmato con thyssenkrupp nucera Italy (la filiale italiana della joint-venture tra thyssenkrupp e De Nora) “un contratto per l’ingegneria di dettaglio dell’interconnessione di un parco di elettrolizzatori da 700 MW alimentati da energia rinnovabile per la produzione di H2, che sarà utilizzato in un impianto per la produzione di acciaio verde”.

Sengim si limita ad aggiugnere che “questo progetto conferma la nostra continua collaborazione in progetti di decarbonizzazione e transizione energetica anche nel campo della siderurgia”, senza svelare ulteriori dettagli.

È tuttavia evidente che l’impianto di produzione di acciaio verde in questione è quello che H2 Green Steel sta sviluppando a Boden: la start-up siderurgica svedese – che utilizzerà idrogeno verde come agente riducente (in sostituzione del gas metano) per produrre DRI, a sua volta usato come materia prima per i forni elettroci – lo scorso anno aveva infatti ordinato a thyssenkrupp nucera un impianto di elettrolisi alcalina da ben 700 MW di capacità, che sarà il più grande d’Europa e che verrà alimentato con energia eolica prodotta nel Mare del Nord.

thyssenkrupp nucera aveva quindi commissionato al suo azionista italiano, De Nora, la fornitura delle stack, mentre ora si è rivolta a Seingim per l’ingegneria di dettaglio dell’interconnessione del parco di elettrolizzatori.

La società ingegneristica veneta, perlatro, non è nuova a progetti che riguardano la filiera dell’H2: all’inizio di quest’anno, infatti, si era aggiudicata la procedura indetta a ottobre 2023 da AcegasApsAmga per assegnare la progettazione dell’Hydrogen Hub Trieste, l’iniziativa promossa dalla controllata del Gruppo Hera che ha ottenuto 14 milioni di euro di risorse PNRR (l’intero budget riservato al Friuli Venezia Giulia) tramite il bando per la produzione di idrogeno verde in aree industriali dismesse.