Innovation Fund: da Bruxelles 1,1 miliardi di euro a 7 progetti, di cui 3 riguardano l’idrogeno

di Francesco Bottino

Sono 7 i progetti risultati vincitori della prima call – da 1,1 miliardi di euro – dell’Innovation Fund europeo dedicata alle iniziative di sviluppo di tecnologie low-carbon su larga scala (il cui costo totale è superiore ad almeno 7,5 milioni di euro), e 3 riguardano direttamente la produzione o l’impiego di idrogeno nell’industria pesante.

Gli altri sono focalizzati invece su soluzioni di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) oppure sullo sviluppo di tecnologie relative alla produzione di energia rinnovabile, come quello promosso da Enel in Sicilia.

Dal dettaglio delle candidature vincitrici della call (raccolto in questo documento) si possono trarre alcune informazioni sulle iniziative che prevedono in qualche modo il ricorso all’idrogeno, a partire dal già ben noto progetto svedese HYBRIT, promosso dalle aziende SSAB, LKAB, Aktiebolag e Vattenfall e mirato a realizzare una catena del valore completa dell’acciaio carbon-free, prodotto grazie all’utilizzo di idrogeno verde. L’obbiettivo è un output di 1,2 milioni di tonnellate di acciaio ‘green’, pari al 25% della produzione nazionale svedese, e una conseguente riduzione delle emissioni di CO di 14,3 milioni di tonnellate nei primi 10 anni di attività. Il tutto grazie alla realizzazione di un nuovo impianto di riduzione ad H2 nell’acciaieria di Gällivare, con annesso elettrolizzatore da 500 MW, e alla sostituzione di due altiforni con fornaci elettriche nello stabilimento di Oxelösund.

Il progetto finlandese SHARC (Sustainable Hydrogen and Recovery of Carbon), dell’azienda Neste Oyj prevede invece di decarbonizzare le attività della raffineria di Porvoo tramite lo switch dall’idrogeno grigio alla due varianti verde (prodotto tramite l’installazione di un elettrolizzatore da 50 MW) e blu (grazie alla Carbon Capture and Storage), per evitare l’immissione in atmosfera di almeno 4 milioni di tonnellate di anidride carbonica nei primi 10 anni.

Il progetto Kairos@C di Air Liquide e BASF punta invece a realizzare una catena completa della CO2, che prenderà origine nel porto di Anversa dove verrà realizzata un’innovativa piattaforma di CCS in grado di raccogliere simultaneamente l’anidride carbonica generata da 5 diverse fonti: due impianti di produzione di idrogeno, due impianti di produzione di ossido di etilene e un impianto di produzione di ammoniaca. Inoltre, verrà attivata l’iniziativa parallela Antwerp@C, che mira a istituire una catena logistica integrata e multimodale per il trasporto della CO2, in partenza dallo scalo belga. Il target complessivo prevede una riduzione delle emissioni di 14,5 milioni di tonnellate nei primi 10 anni di attività.

Questi i progetti relativi all’idrogeno, mentre le altre 4 iniziative destinatarie dei fondi europei prevedono CCS in Francia, la trasformazione di rifiuti solidi non riciclabili in metanolo in Spagna, la cattura e lo stoccaggio di CO2 presso un impianto di biomasse in Svezia e lo sviluppo di un nuovo impianto di produzione di celle fotovoltaiche ad alte prestazioni a Catania, in Sicilia. Iniziativa, quest’ultima, promossa da Enel Green Power.

Il prossimo passaggio – precisa la Commissione Europea in una nota – prevede che i promotori dei progetti definiscano gli accordi individuali di finanziamento con la European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency (CINEA) nel primo trimestre del 2022, a valle dei quali la Commissione potrà adottare le decisioni finali e distribuire così le risorse.

Nel frattempo, lo scorso 26 ottobre, la Commissione ha lanciato una seconda call dell’Innovation Fund per progetti di larga scala, con scadenza fissata il 3 marzo 2022: “Tutti i progetti che non sono risultati vincitori della prima call – si conclude la nota – sono invitati e candidarsi nuovamente per questa seconda tornata di finanziamenti”.

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