Innovation Fund: il dettaglio dei 3 progetti sull’idrogeno (tutti olandesi) selezionati dalla Commissione EU

La Commissione Europea ha scelto 17 progetti di grande dimensione che verranno finanziati con 1,8 miliardi di euro nell’ambito della seconda call per ‘large-scale projects’ dell’Innovation Fund. Le iniziative verranno realizzate in Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Olanda, Norvegia, Polonia e Svezia (nessun progetto italiano è stato selezionato) e 3 riguardano nello specifico la value chain dell’idrogeno.

Complessivamente, i 17 progetti selezionati dai funzionari di Bruxelles (qua l’elenco completo), hanno il potenziale per evitare l’emissione in atmosfera di 136 milioni di tonnellate di CO2 nei primi 10 anni di attività.

Scendendo più nel dettaglio, la prima proposta relativa all’H2 selezionata dalla Commissione è quella relativa al progetto Hydrogen Holland promosso del gruppo Shell. La major energetica anglo-olandese intende installare nel Porto di Rotterdam una capacità di elettrolisi pari a 400 MW (200 MW entro il 2025 e altri 200 MW entro il 2027) alimentata da energia eolica prodotta nell’offshore olandese, tramite cui produrre idrogeno verde destinato alla raffineria di Pernis – che verrà raggiunta da una nuova pipeline lunga 40 Km ad ‘accesso libero’ – e anche al rifornimento di camion ad H2 in Olanda e Belgio.

Tra gli aspetti innovativi, che ne hanno decretato l’accesso ai fondi, “la scala dimensionale, una tecnologia di elettrolisi innovativa, la possibilità di studiare modelli di contrattualizzazione della capacità di trasporto via pipeline, un nuovo sistema di controllo per le raffinerie relativo alla fornitura intermittente di idrogeno”.

Il secondo progetto che riguarda l’H2, tra i 17 che hanno avuto accesso alle risorse dell’Innovation Fund in questa tornata, è anch’esso olandese: si chiama FUREC (Fuse, Reuse, Recycle) ed è promosso dalla energy company RWE. L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del cluster chimico Chemelot di Geleen, prevede di trasformare rifiuti soliti non riciclabili in idrogeno. La capacità produttiva è stimata in 54.000 tonnellate all’anno di H2, grazie a cui si potrà evitare l’emissione di 3,6 milioni di tonnellate di CO2 nei primi 10 anni di attività dell’impianto (rispetto alla produzione di un analogo quantitativo di idrogeno grigio).

Ed è olandese anche il terzo e ultimo progetto selezionato riguardante l’idrogeno: si chiama ELYgator ed è promosso dalla filiale locale del gruppo francese Air Liquide. L’obbiettivo dell’iniziativa è quello di installare a Terneuzen un elettrolizzatore da 200 MW in grado di produrre 15.500 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno e soprattutto di gestire con la massima flessibilità operativa i picchi e i cali di produzione di energia rinnovabile (eolica e solare) con cui sarà alimentato, adattando di conseguenza la generazione di H2. Il combustibile prodotto sarà certificato e completamente tracciabile, e potrà essere impiegato per decarbonizzare l’industria pesante e la mobilità nella regione olandese.

Per i progetti rimasti fuori c’è comunque speranza: la Commissione lancerà in autunno una terza call dell’Innovation Fund per i ‘large-scale projects’, portando a 3 miliardi di euro il valore complessivo delle risorse messe a disposizione (quasi doppio rispetto agli 1,8 miliardi assegnati a questo ‘giro’), come previsto dal piano REPowerEU per supportare il raggiungimento dell’indipendenza dell’Europa dai combustibili fossili di provenienza russa.