Iren e NextChem progettano un polo per la produzione di idrogeno a Genova

Anche Genova potrebbe avere, nel prossimo futuro, un suo impianto per la produzione di idrogeno low-carbon, generato però non da energia rinnovabile ma tramite il trattamento di alcune tipologie di rifiuti: a questo stanno lavorando la multi-utility Iren e NextChem, controllata del gruppo Maire Tecnimont.

I primi a parlare di questo progetto erano stati nei giorni scorsi i rappresentanti delle istituzioni locali – il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il Sindaco di Genova Marco Bucci – che, in occasione della visita sotto la Lanterna del Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, avevano appunto svelato l’esistenza di un progetto promosso da Iren e NextChem per installare un polo dell’economia verde, basato sul riciclo avanzato dei rifiuti con annessa produzione di idrogeno, in una parte delle aree ex-Ilva di Cornigliano.

Ipotesi che ha suscitato immediatamente alcune reazioni quantomeno scettiche su questa ubicazione: l’area è infatti al centro di un complesso ‘risiko’ che coinvolge i destini dei lavoratori dello stabilimento oggi in mano ad Acciaierie d’Italia, il futuro stesso del polo siderurgico e le adiacenti attività logistiche (l’area si trova infatti all’interno del porto di Genova).

In ogni caso, il progetto c’è, e potrebbe avere un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, anche se un portavoce di Iren precisa ad HydroNews che si tratta per ora di uno studio in fase del tutto preliminare: “Al momento stiamo lavorando con NextChem per capire che assetto potrebbe avere questo futuro polo dell’economia circolare”.

La tecnologia adottata sarebbe quella messa a punto dalla controllata di Maire Tecnimont, che si basa sulla conversione chimica del carbonio e dell’idrogeno contenuti nei rifiuti (plasmix, CSS, frazione secca) mediante ossidazione parziale e successiva purificazione, da cui si ottiene un gas di sintesi a basso contenuto carbonico che può essere poi convertito in idrogeno in H2 (e in altri combustibili green) e che ora il gruppo ha iniziato a proporre sul mercato tramite la newco MyRechemical.

Questo modello – fanno sapere ancora da Iren – si integrerebbe perfettamente con la strategia ambientale del gruppo e sarebbe complementare (costituendone in qualche modo lo step successivo, per chiudere il ciclo) all’impianto di pre-trattamento che l’azienda sta realizzando a presso la discarica di Scarpino per conto di AMIU.

“Al momento siamo ancora nella fase di valutazione delle proposte progettuali, poi dovremo avviare l’iter autorizzativo, che come noto in Italia non è mai breve, e infine individuare l’area, compito che non spetta alle aziende ma alla politica”.

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