Italfluid punta sull’idrogeno ed entra in H2IT

Una lunga storia al servizio dell’industria oil&gas e un più recente ma convinto approccio alla filiera dell’idrogeno, suggellato lo scorso agosto con l’ingresso in H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile.

È questo, in sintesi, l’identikit di Italfuid, azienda di Notaresco (Teramo) fondata nel 1975 dal Prof. Guido Soavi, già dirigente della Montecatini e Professore di Chimica del Petrolio all’Università di Genova (affiancato a partire dal 1980 dall’Ingegner Nicola Di Paolo), che oggi è in grado di operare su tutte le tipologie di giacimenti petroliferi contando 12 impianti industriali attivi dal Messico fino al Kazakistan, più di 100 contratti operativi, 800 persone qualificate a livello internazionale e più di 300.000 BOE (Barili Olio Equivalenti) sotto il proprio controllo.

Si tratta di una delle eccellenze dell’oil&gas italiano, votata per ‘dna’ all’innovazione tecnologica che oggi si indirizza soprattutto sui temi della decarbonizzazione e delle nuove tecnologie per l’idrogeno green come steam reforming di biogas e biometano su catalizzatore, ossidazione parziale catalitica con ossigeno e aria, purificazione ed arricchimento del gas sintetico naturale prodotto da biomasse attraverso gassificazione a letto fluido e, in generale , integrazione di cogenerazione per produzione di energia elettrica e vapore con le tecnologie di elettrolisi per l’idrogeno green.

Una serie di soluzioni a cui Italfluid lavora già da un paio d’anni e a cui, nei mesi recenti, ha affiancato lo sviluppo di sistemi ecosostenibili di upgrade di biogas/biosyngas a idrogeno verde e CO2 food-grade, attraverso le tecnologie di sorption-enhanced reforming (SER) e sorption-enhanced water gas shift (SEWGS).

Un progetto che – spiega ad HydroNews il responsabile R&D di Italfluid Francesco Di Luca – si basa sul potenziale messo a disposizione dalla capillare diffusione in Italia di impianti a biogas (2.300 stimati entro il 2030) e che potrà crescere anche grazie a future collaborazioni con partner universitari e industriali, contribuendo allo sviluppo della chimica ‘verde’.

Proprio su questo tema Italfluid ha anche proposto un progetto di ricerca dal titolo “Upgrading di biogas/biosyngas a idrogeno verde con contemporanea cattura e separazione della CO2 tramite processi catalitici sorption-enhanced” in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia (DIIIE) dell’Università degli Studi dell’Aquila.

All’interno di questo progetto di ricerca, l’upgrading a idrogeno verde del biogas/biosyngas con la cattura in situ e separazione della CO2 a elevata purezza, verrà ‘indagato’ dal laboratorio di Chimica Industriale – Catalisi e Green Engineering del DIIIE diretto dalla Prof.ssa Katia Gallucci, studiando tecnologie combinate catalitico-sorbenti volte alla produzione di idrogeno a elevata purezza, in maniera intensificata e più sostenibile rispetto alle attuali pratiche industriali.

Un approccio – quello messo a punto da Italfluid – che consente di integrare un elevato contenuto tecnologico, garantito dalla collaborazione con Università ed enti di ricerca, con la spendibilità delle soluzioni tecniche individuate nel ciclo economico locale, nazionale e anche globale.

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