La Camera (IRENA): “L’Italia può essere leader nell’idrogeno, ma deve fare delle scelte strategiche”

di Francesco Bottino

L’Italia ha grandi potenzialità nel settore dell’idrogeno, ma deve definire il suo modello strategico di sviluppo in relazione a questo settore energetico.

Ne è convinto Francesco La Camera, Direttore Generale dell’IRENA (International Renewable Energy Agency), intervenuto nel corso del Business Talk ‘Idrogeno e Fonti Rinnovabili’, organizzato a Milano da RCS Academy e Corriere della Sera, di cui HydroNews è media partner.

Confermando che il processo di transizione ormai in atto non potrà essere fermato neanche dalle forti turbolenze che la crisi ucraina sta generando sul sistema energetico globale, “perchè le rinnovabili, e con loro l’idrogeno, portano non solo benefici ambientali, ma anche economici”, La Camera si è detto convinto che l’Italia potrà giocare un ruolo di primo piano nella nascente industria dell’H2 “grazie ad alcuni player che si stanno muovendo attivamente in questa direzione come Eni, Snam e Enel Green Power”, ma deve assolutamente “definire una chiara visione strategica in questo ambito, scegliendo un modello da adottare”.

Come noto, il nostro Paese non ha ancora diffuso una Strategia Nazionale in tema di H2 (ad oggi esistono solo delle ‘linee guida preliminari’ pubblicate dal MISE a fine 2020) e le principali aziende pubbliche del settore energetico propongono approcci diversi: solo idrogeno rinnovabile, e con produzione delocalizzata in prossimità dei bacini di consumo Enel; produzione centralizzata in hub internazionali e trasporto via pipeline Snam; mix di H2 verde e blu Eni.

La Camera non è ovviamente entrato nel merito della difformità di visione dei principali player nazionali, ma in qualche modo vi ha fatto riferimento dichiarando che l’Italia deve “chiarire il suo modello strategico. Deve decidere se far arrivare l’idrogeno ai mercati attraverso le infrastrutture del gas di cui disponiamo, che possono essere adattate con una spesa limitata, oppure se optare per un approccio che prevede la distribuzione dell’energia rinnovabile per alimentare elettrolizzatori ubicati in prossimità dei centri di consumo”.

Due modelli che però non sono per forza di cose alternativi, anzi: secondo il Direttore Generale dell’IRENA la soluzione ideale potrebbe essere proprio una formula ibrida, grazie a cui l’Italia potrebbe “assumere un ruolo primario come hub di importazione dell’idrogeno verde da distribuire poi ai mercati europei, sfruttando la sua posizione geografica e la sua dotazione di reti infrastrutturali, e al contempo massimizzare l’utilizzo dell’energia rinnovabile prodotta a livello nazionale per generare H2 green in modalità delocalizzata, al servizio per esempio dei consumi industriali”.

Questo – però – sarà possibile, “soltanto se il Paese risolverà i suoi problemi legati alla lentezza delle autorizzazioni per nuovi impianti di energia rinnovabile” ha concluso La Camera.