La capacità di produzione di H2 ‘pulito’ potrà aumentare di 30 volte arrivando a 16,5 milioni di tonnellate entro il 2030, secondo BloombergNEF

Dagli attuali 0,5 milioni di tonnellate annue, la produzione di idrogeno pulito, o low-carbon (blu e verde), potrà aumentare di oltre 30 volte arrivando a 16,5 milioni di tonnellate entro il 2030. Un valore rilevante, ma ancora del tutto insufficiente per raggiungere i target di decarbonizzazione fissati da Governi e istituzioni secondo BloombergNEF, che ha affrontato l’argomento nel suo ultimo report ‘Hydrogen Supply Outlook 2024: A Reality Check’ (un cui estratto è liberamente consultabile a questo link).

Circa la metà dell’output complessivo previsto al 2030 sarà costituito da H2 rinnovabile prodotto da elettrolisi, grazie al maggior sostegno governativo, ma la variante blu del vettore, generata tramite steam reforming del metano e CCS, manterrà un ruolo rilevante in ragione della maggior competitività economica e della forte domanda proveniente dall’Asia.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, BloombergNEF identifica gli USA come principale Paese produttore di H2 clean con il 37% del mercato entro il 2030, anche in questo caso grazie ad una pipeline di progetti già matura e ad alcune iniziative di grande dimensione per la produzione di idrogeno blu.

Seguiranno Europa e Cina, che insieme agli Stati Uniti concentreranno l’80% della produzione globale entro la fine del decennio. Altre aree del mondo con importanti progetti annunciati ma un supporto politico meno strutturato, come Sud America e Australia, svolgeranno – secondo il report – un ruolo di secondo piana nella supply chain mondiale dell’H2, almeno fino al 2030.

In generale, comunque, per la fine del decennio il 31% della capacità installata a livello globale sarà dedicata all’export del vettore energetico, anche se le esportazioni effettive potrebbero, nella realtà dei fatti, fermarsi a livello molto minori.

Entro la stessa data, la capacità di elettrolisi installata raggiungerà i 95 MW, circa 10 volte la capacità che ad oggi ha già superato la FID, ma sul totale, ben 58 GW sono legati a progetti che a loro volta hanno come presupposto l’ottenimento di fondi pubblici, la cui effettiva implementazione per il momento non è ancora certa.

Tornando a parlare di H2 low-carbon, e quindi considerando sia la variante blu sia quella verde, BloombergNEF evidenzia che attualmente hanno passato la FID, o sono comunque in fase di pianificazione avanzata, progetti per una capacità di produzione di 10 milioni di tonnellate di idrogeno all’anno. Capacità che verosimilmente entrerà tutta in funzione entro il 2030.

Il report sottolinea quindi le difficoltà riscontrate nel formulare previsioni accurate sull’evoluzione del mercato cinese, poiché i progetti vengono resi pubblici solo in fase avanzata e comunque rispondono esclusivamente ad una logica di obbiettivi programmati a livello governativo, che per il 2030 non sono stati ancora definiti.