La capacità mondiale di cattura della CO2 cresce, ma ancora troppo lentamente secondo il Global CCS Institute

La capacità globale di cattura della CO2 sta crescendo di poco più del 30% all’anno, ma per poter raggiungere gli obbiettivi di zero-carbon nel 2050, la capacità complessiva degli impianti di CCS (Carbon Capture and Storage) dovrebbe aumentare di oltre 100 volte rispetto a quella attuale, cosa che non sarà possibile senza una politica di incentivi mirati al settore.

E’ questo lo scenario delineato in un recente report dal think thank australiano Global CCS Institute, basato a Melbourne, che studia da tempo questa tecnologia, essenziale tra altro per trasformare l’idrogeno grigio, prodotto con lo steam reforming del metano, in idrogeno blu, ma utilizzata anche in molte altre applicazioni.

Lo scorso anno, secondo il centro studi, la capacità complessiva degli impianti di CCS attivi commercialmente a livello mondiale era aumentata di un terzo arrivando a 85 milioni (di CO2 catturata). Nel 2020, invece, considerando anche le strutture in fase di realizzazione, si arriverà a 65 impianti operativi (di cui, ad oggi, 3 in costruzione e 13 in stato di sviluppo avanzato), in grado di catturare 110 milioni di tonnellate di CO2.

“Uno dei principali fattori che stanno spingendo la crescita della capacità globale di cattura della CO2 è la consapevolezza che questa tecnologia è imprescindibile per poter raggiungere gli obbiettivi di ‘zero carbon’ fissati dai Governi di molti Paesi, specie in relazione a settori industriali altamente energivori” ha spiegato Brad Page, uno degli analisti del Global CCS Institute.

Recentemente anche la International Energy Agency (IEA) aveva sostenuto che senza le tecnologie per la CCS sarà impossibile azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050.

Il problema – ha però messo in guardia nel suo report (ripreso dall’agenzia di stampa Reuters) il think thank di Melbourne – è che per poter centrare l’obbiettivo, non solo sarà fondamentale la cattura della CO2, ma la capacità complessiva degli impianti che svolgono questa attività dovrebbe aumentare di oltre 100 volte rispetto a quella attuale, e andando avanti con l’attuale tasso di crescita il target resterà irraggiungibile.

Occorre quindi un cambio di passo, possibile soltanto se interverranno politiche di sostegno e incentivi per lo sviluppo e la diffusione della CCS. Le iniziative, che hanno bisogno di essere sostenute a livello pubblico, in ogni caso non mancano: secondo la sessa IEA, nel 2020 sono stati destinati a nuovi progetti di Carbon Capture and Storage 4 miliardi di dollari, mentre il Global CCS Institute ha calcolato che dall’inizio dell’anno sono entrati in ‘pipeline’ 17 nuovi progetti per impianti di CCS, di cui 12 negli Stati Uniti, anche grazie agli incentivi fiscali esistenti previsti negli USA.

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