La chiave per il successo dei progetti sull’idrogeno

-PUBBLIREDAZIONALE-

di Rashi Mor (Kiwa Technology), Harald Ophoff (Kiwa Technology), Diego De Rosa (Kiwa Cermet Italia)

L’uso dell’idrogeno verde come vettore energetico cruciale per la riduzione delle emissioni di carbonio in vari settori e il suo ruolo essenziale nello stoccaggio delle energie rinnovabili intermittenti sono ben riconosciuti. Attualmente, si producono circa 2 milioni di tonnellate (Mt) di idrogeno pulito all’anno, comprendendo sia l’idrogeno blu che quello verde [1]. La domanda complessiva di idrogeno nel 2021 è stata di 94 milioni di tonnellate e si prevede che raggiungerà le 115 milioni di tonnellate entro il 2030 [2]. Per soddisfare gli obiettivi climatici del 2050 [1], la produzione di idrogeno pulito deve aumentare fino a 40 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Queste prospettive indicano un notevole impulso nel settore dell’idrogeno pulito, suscitando l’interesse di numerose aziende desiderose di entrare in questo mercato. Quali ruoli possono assumere, dove possono concentrare i loro investimenti e come possono gestire i rischi in modo efficace per aumentare le probabilità di successo? Kiwa ha ricevuto ripetutamente queste domande dai Clienti recentemente, raccogliendo preziosi insegnamenti che possono essere utili per le aziende che intendono costruirsi una posizione strategica nel settore dell’idrogeno.

La catena del valore dell’idrogeno può essere riassunta in tre componenti principali tipiche:

  1. Produzione
  2. Stoccaggio, trasporto e distribuzione
  3. Utilizzo finale

Figura 1: Value chain dell’idrogeno

In questo momento storico, la catena del valore dell’idrogeno risulta ancora piuttosto dispersa e complessa. C’è un grande clamore, stanno arrivando importanti investimenti, molte attività di ricerca e sviluppo sono in corso, ma pochissimi progetti sono stati completati concretamente.

L’esperienza ha dimostrato che seguire un “approccio consortile” è fondamentale per il successo dei progetti sull’idrogeno pulito.

Attualmente ci sono troppe dipendenze nella catena del valore dell’idrogeno: dipendenza del prezzo dell’idrogeno pulito dal prezzo dell’elettricità proveniente da fonti rinnovabili, dipendenza dagli acquirenti dell’idrogeno, dipendenza dalla disponibilità di materie prime critiche, dipendenza dalla disponibilità delle infrastrutture, ecc.

Anche per questi motivi, è raccomandabile che le aziende collaborino formando consorzi o joint venture che coprano tutti gli elementi della catena del valore. Guardare solo alla produzione o alla distribuzione dell’idrogeno non è più sufficiente.

Un buon consorzio è quello in cui tutti i partecipanti collaborano ad un approccio sinergico che può portare diversi benefici:

  • riduzione dei rischi
  • apprendimento attivo
  • condivisione efficiente delle conoscenze
  • miglioramento di prodotti e processi
  • riduzione delle barriere dovute all’attuale incertezza nella catena del valore.

Un rapporto pubblicato dall’Energy Sector Management Assistance Program (ESMAP) ha identificato i 10 rischi più significativi che ostacolano i progetti sull’idrogeno pulito, come mostrato nella figura seguente [1].

Figure 2: Top 10 dei rischi identificati nei progetti “clean hydrogen” [1].

L’incertezza del mercato, i prezzi dell’idrogeno e la relativa domanda sono i fattori che hanno il maggiore impatto negativo e l’approccio consortile suggerito ne permette la riduzione.

Un consorzio potrebbe, ad esempio, includere partecipanti attivi in diversi settori della value chain:

  1. produzione di energia rinnovabile che verrebbe utilizzata per la produzione di idrogeno pulito
  2. produzione di elettrolizzatori
  3. realizzazione di impianti di produzione di idrogeno
  4. servizi di ingegneria, approvvigionamento e costruzione
  5. stoccaggio dell’idrogeno
  6. trasporto dell’idrogeno
  7. utilizzo di idrogeno
  8. produzione di apparecchiature per uso finale
  9. coordinamento e/o gestione dei progetti
  10. formazione ed addestramento sull’idrogeno.

Un consorzio numeroso presenta, però, nuove sfide. Nel caso in cui le aziende partecipanti siano situate in Paesi diversi, potrebbero sorgere problemi imprevisti a causa di differenti scenari normativi, diverse strutture giuridiche, barriere linguistiche, ecc. Pertanto, è importante avere una struttura legale con contratti ben definiti e un consiglio congiunto in grado di rappresentare i diversi interessi fin dall’inizio del progetto [3]. Un soggetto indipendente che gestisca e coordini tutti gli sforzi è risultato la situazione più vantaggiosa nei progetti esaminati; il coordinatore dovrebbe dedicare il proprio tempo e i propri sforzi per garantire una comunicazione fluida tra tutte le parti e assicurarsi che gli tutti gli interessi siano presi in considerazione allo stesso modo.

Infine, non va sottovalutata l’importanza dei processi autorizzativi che possono rivelarsi noiosi e lunghi, a seconda della regione e dell’esperienza delle autorità di controllo. I regolamenti sono ancora nuovi o in fase di redazione, pertanto le autorità preposte all’autorizzazione non hanno una chiara comprensione della procedura da seguire. È essenziale coinvolgere le autorità fin dall’inizio affinché le conoscenze siano condivise da entrambe le parti e le autorità abbiano il tempo sufficiente per capire i dettagli necessari. Inoltre, eventuali segnali di criticità possono essere identificati fin dalle fasi iniziali del progetto [4].

L’idrogeno viene già utilizzato ampiamente e c’è sufficiente esperienza nel suo utilizzo, ma solo su grande scala, in settori industriali molto specifici. C’è molta paura e incertezza sulla sicurezza dell’idrogeno, soprattutto da parte delle autorità preposte all’autorizzazione; il loro coinvolgimento nelle fasi iniziali offre anche l’opportunità di documentare e condividere informazioni sufficientemente dettagliate per generare consenso in merito agli aspetti di sicurezza.

Kiwa, grazie alla sua lunga storia nel mercato del gas, dispone di un’ampia rete di aziende che operano nella catena del valore dell’idrogeno. In particolare, Kiwa Technology può fornire adeguato supporto per:

  • identificare future possibilità di mercato ed opportunità di collaborazione
  • individuare il quadro normativo applicabile e le procedure di autorizzazione
  • condurre valutazioni di sicurezza dei sistemi basati sull’idrogeno

Inoltre, abbiamo a disposizione strutture adeguate in cui possono essere condotti test su materiali e componenti (anche inseriti in sistemi più complessi), sia con idorgeno che con altri fluidi di interesse attuale.

Riferimenti:

  1. 16748-WB_ESMAP Hydrogen Financing_ES-3rdPgs.pdf
  2. https://www.iea.org/reports/global-hydrogen-review-2022/executive-summary
  3. Commercial de-risking | H2Valleys
  4. https://www.ramboll.com/net-zero-explorers/launching-your-green-hydrogen-projects