La Cina accelera sull’idrogeno verde: superati i target di produzione già entro fine 2024, secondo l’analisi di Rystad Energy

La Cina sta correndo anche nel campo dell’idrogeno verde: l’installazione di nuova capacità di elettrolisi sta procedendo a ritmi decisamente serrati e il Paese sarà in grado di superare i target di produzione di H2, che si era dato solo un paio di anni fa, già entro la fine del 2024.

Secondo un recente studio della società di analisi norvegese Rystad Energy, infatti, la Repubblica Popolare, che nel 2023 aveva installato 1 GW di nuovi elettrolizzatori, entro la fine del 2024 supererà i 2,5 GW di capacità installata. Quantitativo sufficiente per produrre 220.000 tonnellate all’anno di idrogeno verde. Una tale livello di output supererebbe il target di 200.000 tonnellate all’anno che il Governo di Pechino aveva fissato, per il 2025, nella sua strategia nazionale per l’H2 chiamata ‘Medium and Long-Term Strategy for the Development of the Hydrogen Energy Industry’ e varata a inizio 2022 dalla National Development and Reform Commission.

Ovviamente, ci sono diverse questioni da considerare: “I nuovi standard proposti in Cina rappresentano un progresso, ma per il momento il Paese non è in grado di rispettare i parametri fissati in Europa in materia di H2” ha infatti sottolineato Minh Khoi Le, Head Hydrogen Research di Rystad Energy. “L’ambiguità che, nelle disposizioni politiche e regolatorie cinesi, caratterizza ancora le definizioni di ‘idrogeno rinnovabile’ e ‘idrogeno low-carbon’ costituisce un problema reale. Per avviare davvero un cambiamento radicale, la Cina deve adottare rapidamente definizioni precise e puntuali, che siano in linea con le migliori pratiche internazionali, come già sta avvenendo in Europa”.

In ogni caso, il Paese asiatico sta procedendo nell’implementazione della sua ‘vision’ sull’H2, che prevede anche il consolidamento delle infrastrutture: come ricorda Rystad Energy, la major energetica nazionale Sinopec sta sviluppando una nuova pipeline lunga 400 Km che collegherà Ulanqab, nella Inner Mongolia, a Yanshan, nell’area di Pechino. La condotta avrà una capacità iniziale di 100.000 tonnellate all’anno, che potrà progressivamente salire fino a 500.000 tonnellate annue.

Ancora più ambizioso il programma di Tangshan Haitai New Energy Technology, società di Hebei che ha sviluppato un progetto da 845 milioni di dollari per realizzare una condotta dedicata all’H2 lunga ben 737 Km, che dovrebbe collegare Zhangjiakou al porto di Caofeidian e che, se effettivamente realizzata, sarebbe l’idrogenodotto più lungo del mondo. Inoltre, anche China Petroleum Pipeline Engineering Corporation, controllata di Sinopec, prevede di espandere il suo network di pipeline per l’H2 fino a 6.000 Km complessivi entro il 2050.

Restano sul tavolo, tuttavia, una serie di problematiche, a partire dall’effettiva disponibilità di energia rinnovabile in quantità sufficiente ad alimentare questa crescente capacità di elettrolisi. Per esempio – ricorda Rystad – per produrre 1 milione di tonnellate all’anno di idrogeno verde sono necessari 20 GW di energia eolica generata onshore. Di conseguenza, conclude la società di analisi norvegese, i progetti di idrogeno dovranno competere direttamente con altre tipologie di utenza che devono necessariamente essere elettrificate in Cina.