La compagnia MSC: idrogeno essenziale per decarbonizzare l’industria marittima

La compagnia marittima MSC (Mediterranean Shipping Company), la seconda al mondo per capacità della flotta nel settore container, crede nelle potenzialità dell’idrogeno per decarbonizzare l’industria dello shipping.

La società svizzera, fondata e controllata dall’armatore di origine sorrentina Gianluigi Aponte, ha infatti confermato che continuerà a sperimentare l’utilizzo di biofuel sulla flotta attualmente operativa, ma ha anche aggiunto che intende studiare le possibilità di impiego di idrogeno e di altri combustibili da esso derivati per l’alimentazione delle navi portacontainer.

Le strategie del gruppo marittimo in tema di sostenibilità sono state illustrate dall’ Executive Vice President, Maritime Policy & Government Affairs di MSC Bud Darr nel corso della Maritime Transport Efficiency Conference svoltasi ieri (5 ottobre; ndr) a Ginevra, dove la stessa MSC ha sede.

“Non esiste una singola soluzione in grado di decarbonizzare lo shipping. Abbiamo bisogno di un range di combustibili alternativi a basso impatto ambientale, e ne abbiamo bisogno con urgenza. Il futuro dell’industria marittima e la sua capacità di ridurre l’impatto ambientale sono strettamente connessi alla definizione di partnership e di iniziative di collaborazione sul fronte della tecnologia e delle forniture” ha spiegato Darr.

Per il manager di MSC, il GNL (gas naturale liquefatto) rimane un’opzione valida ma solo in un’ottica temporanea, mentre potrebbe essere utile anche la CCS (Carbon Capture and Storage), se la tecnologia verrà sviluppata anche per uso marittimo, ma in un’ottica di più lungo periodo l’orizzonte resta l’idrogeno verde, il cui sviluppo potrà essere accelerato dalle partnership industriali. Le sfide – ha ricordato il dirigente del gruppo italo-svizzero – non mancano, e riguardano principalmente la densità energetica, il volume occupato e i profili di sicurezza dell’utilizzo dell’H2 in mare, ma nonostante questo MSC è convinta della necessità di profondere maggiori sforzi, e risorse, in attività di R&D (Research & Development) per consentire la diffusione su larga scala dell’idrogeno e dei suoi derivati come combustibili per le nevi.

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