La Germania finanzierà con 1,3 miliardi di euro l’uso di idrogeno in due acciaierie di ArcelorMittal: via libera dell’UE

La Commissione Europea ha approvato una misura di aiuto pubblico da 1,3 miliardi di euro messa a punto dal Governo tedesco, nell’ambito del suo piano di ripresa e resilienza, a favore di due società del gruppo ArcerloMittal – ArcelorMittal Bremen e ArcelorMittal Eisenhüttenstadt – per la decarbonizzazione dei rispettivi cicli produttivi dell’acciaio attraverso l’utilizzo di idrogeno.

Tale misura, secondo Bruxelles, contribuirà infatti all’implementazione della Hydrogen Strategy europea, dell’European Green Deal e al raggiungimento degli obbiettivi del Green Deal Industrial Plan, aiutando parallelamente la Germania a ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili di origine russa, in linea con quanto previsto del REPowerEU.

L’aiuto definito dal Governo di Berlino prenderà la forma di un contributo economico diretto finalizzato a supportare la costruzione di un impianto per la produzione di DRI e di 3 forni siderurgici elettrici, in sostituzione di altrettanti impianti tradizionali.

L’impianto di produzione di DRI verrà inizialmente alimentato a gas naturale, il quale verrà però progressivamente sostituito – prima in miscela, per poi arrivare fino al 100% – con idrogeno low-carbon e rinnovabile.

Queste nuove infrastrutture industriali, che entreranno in funzione a partire dal 2026, saranno in grado di produrre fino a 3,8 milioni di tonnellate all’anno di acciaio green, evitando l’emissione in atmosfera di 70 milioni di tonnellate di CO2 nei 16 anni di ciclo vitale del progetto.

“La decarbonizzazione dell’industria pesante è un elemento essenziale della transizione ecologica” ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente della Commissione Europea e Commissario per la Concorrenza. “Questa misura del Governo tedesco da 1,3 miliardi di euro consentirà ad ArcelorMittal di decarbonizzare la produzione di acciaio dei suoi stabilimenti di Brema e Eisenhüttenstadt attraverso l’uso di idrogeno. Rendendo la siderurgia più sostenibile, l’intervento contribuirà al raggiungimento dell’obbiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050, il tutto a fronte di un rischio di distorsione del mercato limitato”.