La Provincia di Mantova vuole creare una ‘hydrogen valley’ coinvolgendo Sapio, Snam e Fondazione Bruno Kessler

Tutte le forze politiche locali sono d’accordo: la Provincia di Mantova può diventare una hydrogen valley sfruttando le competenze e le realtà industriali attive in questo ambito già presenti sul territorio, come per esempio il gruppo Sapio.

La precedente giunta di centrosinistra – guidata dal Presidente Beniamino Morselli – lo scorso 14 dicembre aveva approvato un Atto di Indirizzo con il quale – si legge in una nota – “si individuano le potenzialità dell’impiego dell’idrogeno nel processo di transizione ecologica e si manifesta l’interesse per le attività finalizzate alla ricerca e allo sviluppo di tale utilizzo anche ai fini della realizzazione di una ‘hydrogen valley’ nel territorio mantovano”.

Ora la maggioranza che regge la Provincia è cambiata, ma la nuova giunta di centrodestra guidata Carlo Bottani ha revocato il citato atto di indirizzo solo per deliberarle uno nuovo sostanzialmente dello stesso tenore, in cui vengono confermate le scelte di fondo e dettagliate maggiormente alcune caratteristiche che dovrà avere la futura ‘valle dell’H2’ mantovana.

Nel documento – consultabile sul sito della Provincia di Mantova – si ricorda la presenza sul territorio di Sapio, il maggior produttore italiano di idrogeno non per l’autoconsumo, che “nello stabilimento di Mantova produce idrogeno e telecontrolla la produzione di H2 degli altri suoi impianti ubicati nell’intera penisola” e si sottolinea come la stessa Sapio abbia già previsto “l’implementazione della capacità produttiva e della filiera dell’idrogeno verde, nello stabilimento in essere nell’area Valdaro, anche grazie alla partnership con produttori di energie rinnovabili, come Renovo Bioeconomy Spa Spa, appartenente al gruppo Renovo”. Azienda la quale a sua volta “ha elaborato un programma di sviluppo di impianti rinnovabili nel polo logistico e industriale di Valdaro, anche previa conversione di aree e stabilimenti in disuso”.

A conferma dell’opportunità di realizzare una ‘hydronge valley’, l’ente sottolinea poi come “nel contesto mantovano, la domanda potenziale di idrogeno potrebbe risultare particolarmente elevata, per via della compresenza, soprattutto nel contesto territoriale circostante, di imprese energivore, nonché di infrastrutture logistiche dall’alta valenza strategica quali quelle gestite da Autobrennero S.p.A. (società partecipata dalla Provincia di Mantova) tra cui l’Autostrada A22 Modena-Brennero, indicata nella Strategia Nazionale Idrogeno come la prima autostrada dove realizzare le stazioni di rifornimento ad idrogeno”.

La realizzazione del progetto, secondo la Provincia di Mantova, presupporrebbe la cooperazione delle due aziende citate (Sapio e Renovo), il coinvolgimento della Fondazione Bruno Kessler – già molto attiva sul fronte dell’H2 – nonché l’avvio di un confronto con Snam, “gestore di infrastrutture energetiche lineari efficienti e sicure, al fine di assicurare lo sviluppo di una filiera dell’idrogeno di eccellenza”.

All’interno della ‘hydrogen valley’ – si legge ancora nel documento – “sarebbe auspicabile che si realizzassero, fra gli altri, progetti relativi alla produzione dell’idrogeno, all’implementazione di centrali di produzione di energia da fonti rinnovabili funzionali alla produzione dell’idrogeno verde, alla creazione di laboratori di ricerca in ambito ferroviario, navale e stradale, anche al fine di sviluppare soluzioni alternative per il trasporto pubblico locale e allo sfruttamento del Porto Idroviario di Mantova quale hub di distribuzione dell’idrogeno”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *