La siciliana BaxEnergy porta la sue ‘piattaforme intelligenti’ per la gestione degli impianti anche nel settore dell’idrogeno

di Francesco Bottino

Il passo dalle rinnovabili all’idrogeno verde è breve, anche dal punto di vista delle piattaforme intelligenti per la gestione degli impianti.

Lo sa bene BaxEnergy, azienda fondata in Germania circa 10 anni fa dall’italiano Simone Massaro (dopo oltre 15 anni di esperienza negli USA), che ne è titolare e Amministratore delegato. Oggi la società è rientrata ‘in patria’, ha la sua sede ad Acireale (Catania), impiega 330 persone, registra ricavi in continua crescita (nel 2020 il fatturato è aumentato del 300% rispetto all’anno precedente) e vanta una ramificata presenza internazionale.

“Sviluppiamo software per la gestione degli impianti di produzione di energie rinnovabili” spiega ad HydroNews Alessandro Lodi, Head of Sales and Business Development di BaxEnergy. “Abbiamo iniziato con l’eolico, lavorando insieme ad Enel, per poi allargarci progressivamente ai comparti dell’idroelettrico, del solare e delle biomasse. Attualmente i nostri software sono installati su 110 GW di asset rinnovabili in 20 Paesi del mondo: in Europa, India, Sud America, Sud Africa, Marocco e Namibia”.

Come detto, il ‘passo’ dalle rinnovabili all’idrogeno, per BaxEnergy, è stato naturale ed è avvenuto nel 2019, quando Hynamics – azienda del gruppo EDF dedicata alla produzione di idrogeno – ha contattato la società siciliana per lo sviluppo di un software destinato a gestire la produzione di idrogeno tramite elettrolizzatore e la sua distribuzione presso una stazione di rifornimento di autobus ad H2 nella Francia orientale.

“Il sistema gestisce sia la produzione dell’idrogeno in loco da fonti rinnovabili sia la distribuzione ai mezzi che fanno rifornimento, e fa parte del progetto ‘H2ME – Hydrogen Mobility Europe’, che mira a implementare la più grande rete paneuropea di veicoli a idrogeno e stazioni di rifornimento in tutta Europa. Grazie al progetto, verranno forniti 300 veicoli e 29 stazioni di rifornimento, di cui 3 stazioni e circa 100 veicoli saranno distribuiti in Francia”.

Un nuovo filone di business, quello dell’H2, che BaxEnergy intende perseguire con convinzione: “L’idrogeno rinnovabile a basse emissioni di carbonio è il fattore chiave per lo sviluppo di un’economia a zero inquinamento e rappresenta un’opportunità unica per la ricerca e lo sviluppo tecnologico” assicura infatti ad HydroNews Simone Massaro, fondatore e CEO di BaxEnergy.

“Il nostro gruppo mira ad un futuro sostenibile e, attraverso le nostre soluzioni tecnologiche e la collaborazione con Hynamics, ci impegniamo a contribuire alla transizione energetica verso l’idrogeno verde”.

Un impegno che si esprime concretamente anche in Italia, dove BaxEnergy lavora allo sviluppo di progetti con Snam e presto anche con l’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia (CNR-ITAE), in collaborazione con le principali Università siciliane, per una serie di iniziative che verranno sviluppate entro il 2023, con l’obiettivo di implementare alcune tecnologie innovative, tra cui: impianti per back-up power; elettrolizzatori e fuel cells con basso tenore di materiali critici o CRM-free; sistemi di accumulo di idrogeno innovativi; sistemi digital twins e di energy management; sistemi di monitoraggio e telecontrollo; processi produttivi e di automazione per la produzione dei componenti e delle tecnologie.

“L’obiettivo aziendale nel medio-lungo periodo è quello di investire sulle tecnologie EMS per la produzione dell’idrogeno, contribuendo alla transizione energetica italiana attraverso l’applicazione dello stesso in più settori industriali”.

Particolare attenzione è riservata, nel contesto dello sviluppo dell’idrogeno, alla Sicilia, che secondo BaxEnergy – tra le aziende che sostengono la candidatura della Regione ad ospitare il Centro Nazionale di Alta Tecnologia per l’Idrogeno (la cui costituzione è prevista dal PNRR) – “può giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia e in Europa” e possiede “alcune caratteristiche geografiche e strutturali che possono favorire una transizione energetica verso la decarbonizzazione sfruttando l’idrogeno”.

Tra queste, la grande disponibilità di energia eolica e soprattutto solare, che consentirebbe l’utilizzo di elettrolisi su larga scala; un’economia energetica fortemente incentrata sull’uso del gas naturale nel settore civile e industriale che può favorire un graduale inserimento dell’idrogeno come vettore energetico; la presenza di infrastrutture di gas naturale e la predisposizione geografica alla interconnessione tra l’Europa e le aree del Mediterraneo come il Nord Africa e, infine, il radicamento sul territorio di grandi realtà industriali nel settore energetico (Enel, Eni, Snam, Terna, STm, Sapio, 3SUN, Tozzi RE ecc..) e di una fitta rete di piccole-medio imprese locali in espansione ed alla ricerca di nuovi mercati.

Fattori che potrebbero contribuire a rendere la Sicilia un importante hub internazionale dell’H2.

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